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Punti di vista

“Dopo 25 giorni dal Giro di Lombardia ho dovuto pulire io. Non è questo il decoro che merita la Como turistica”

Dalla nostra lettrice Martina riceviamo e pubblichiamo una riflessione che – partendo da un caso specifico – si allarga al concetto di decoro urbano a Como. Di seguito testo e foto.

Buongiorno,

Sabato 12 Ottobre c’è stato il giro di Lombardia e lungo il percorso sono stati apposti cartelli e strisce segnaletiche per i divieti, immagino dalla polizia locale. La domanda sorge spontanea: perché a fine evento non sono stati TUTTI rimossi? Ad oggi, martedì 5 Novembre, ci sono ancora rimasugli, come da foto che vi invio.

Purtroppo questa non è un’eccezione.

Vorrei che la mia segnalazione fosse letta come una riflessione più ampia: il decoro urbano dovrebbe essere una priorità per l’amministrazione di una città, ma così non è. Basta guardarsi intorno: ai lati delle strade, sui marciapiedi, la manutenzione del verde, l’illuminazione, le buche e/o voragini sulle strade, ah ma sempre a far polemica, sempre a lamentarsi. Secondo me non è lamentarsi, è pretendere di vivere in un bel luogo, pulito, con servizi per i cittadini.

Oltretutto, dato che si punta tanto sul turismo, se un luogo è bello, pulito, e con servizi, ne beneficiano anche i visitatori.
Forse non servono opere titaniche e grosse spese, ma iniziare dalle piccole cose, come ad esempio togliere le strisce di plastica (che non sono biodegradabili), il giorno dopo o alla fine di un evento.

Il nastro verrà tolto dalla sottoscritta, e il “problema” magicamente non ci sarà più, ma la domanda iniziale rimane.

Saluti.
Martina

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