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“Il Faro di Volta non appartiene a Como o a Brunate ma è patrimonio universale. Salvatelo subito”

[Il Faro di Brunate chiuso è al centro delle cronache da settimane con il braccio di ferro in corso tra le due amministrazioni: Brunate appunto e Como (qui le cronache)]

Ci sono luoghi che appartengono a tutti. Non perché siano di proprietà pubblica, ma perché rappresentano qualcosa di più profondo: identità, memoria, visione. Il Faro Voltiano è uno di questi. Eppure oggi quel faro è spento. Non solo nella sua luce fisica, ma nel suo significato simbolico. Chiuso, conteso, ora trascinato dentro un conflitto tra istituzioni che avrebbero dovuto lasciarlo fuori.

Le questioni giuridiche, burocratiche e chi abbia ragione tra Como e Brunate seguiranno il loro corso. Ma qui siamo oltre il diritto: siamo nel campo della responsabilità culturale e di tutta la città di Como. Alessandro Volta non è patrimonio di un Comune. È patrimonio di una città intera, di una storia universale che supera confini limitati e ristretti. E quando un simbolo come il faro e quanto rappresenta diventa oggetto di scontro, il danno non è per una parte o per l’altra: è per tutti.

C’è poi un elemento che rende tutto ancora più grave. Il 2027 si avvicina: bicentenario della morte di Volta, centenario del Faro. Un’occasione irripetibile per Como, per il lago, per la cultura italiana. E noi che ci vantiamo di essere una città aperta al turismo mondiale, arriviamo a questo appuntamento con un simbolo chiuso e un pessimo esempio di litigio istituzionale. Non è accettabile. Non va accettato perché Volta è l’unica vera essenza universale di Como e il faro è il suo simbolo più riconoscibile dopo il Tempio.

Le istituzioni hanno il dovere di fermarsi, abbassare i toni e trovare una soluzione. Non per vincere una disputa, ma per restituire senso a ciò che rappresentano. Perché un faro, per sua natura, non deve dividere ma orientare, rischiarare tutto attorno, creare collaborazione e non divisioni. E oggi, più che mai, abbiamo bisogno di ritrovare quella direzione e quella luce. Cittadini e istituzioni. Il faro appartiene alla memoria universale di Alessandro Volta e non a due Comuni in contenzioso magari per ristrette ragioni ed è un patrimonio della comunità scientifica e culturale universale, non certo di Brunate o di Como

Di fronte alla grandezza della figura di Alessandro Volta e alla memoria scientifica universale, le liti e i vari ricorsi legali lasciano il tempo che trovano, non risolvono nulla. Perché il faro infine diventi un progetto condiviso e non una proprietà contesa, nella speranza che le amministrazioni coinvolte possano valorizzare insieme questo enorme patrimonio culturale e sappiano superare ogni visione parziale e divisiva, tipica di un certo provincialismo che ancora permane nelle nostre zone. Ma se così non fosse, occorrerebbe una diversa cabina di regia, figure differenti in grado di interpretare il faro come luce della ragione.

Quindi sospendere i contenziosi e impegnarsi a promuovere iniziative condivise, eventi Voltiani, percorsi turistici nell’unica direzione della conoscenza come bene comune e in onore ad una dovuta eredità voltiana che urge particolarmente, in prossimità delle vicine celebrazioni.

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