Si tratta di convivenza tra specie. In questo caso umani e cinghiali, ne parliamo spesso su queste pagine: qui i nostri archivi sull’argomento. Da ultima la drammatica testimonianza di una cittadina che ha documentato l’atroce sofferenza degli animali intrappolati in gabbie di discutibile efficacia a Civiglio, quartiere di Como, qui:
Certo al diritto sacrosanto di vivere di questi animali si accompagna l’altrettanto diritto di vivere di chi abita nelle zone boschive e montane del territorio, ripetiamo: ne abbiamo parlato molte volte consci dell’importanza dell’argomento. Intanto arriva il video di una lettrice che ha incrociato ieri (29 gennaio 2026), tra Como e Brunate, una nidiata di giovanissimi cinghiali in mezzo alla strada.
Il tema è reale così come la domanda: la convivenza è oggettiva, pertanto sono sufficienti trappole e non ben chiare battute di caccia per risolvere la questione? E’ una realtà aperta che davvero non si risolve con prese di posizione radicali. Probabilmente, crediamo, oggi più che mai è necessaria un’azione politica laica che bilanci tra natura e cultura. Perché tutti abitiamo questo pianeta, umani e animali. E risolvere tutto in un “sono buoni con la polenta” non è una risposta seria.