Riceviamo e pubblichiamo di seguito l’intervento di Luciano Grammatica, Responsabile Organizzativo per Como e Provincia del Partito Popolare del Nord (PPN), a seguito del recente congresso della Lega di cui lo stesso Grammatica è stato militante e rappresentante per tanti anni. Per repliche, opinioni e lettere scrivere a redazionecomozero@gmail.com
Leggo con simpatia alcune dichiarazioni seguite al congresso di Italia Federale (italia volutamente minuscolo). Fatta eccezione per Luca Leoni Orsenigo (qui il suo intervento), uno dei pochi che può tranquillamente parlare di Lega Lombarda, devo constatare che chi oggi vorrebbe far credere di voler combattere per la questione settentrionale è, in larga parte, lo stesso che ha sostenuto e spinto il carretto di Italia Federale. Salvo poi accorgersi che, meridionalizzando il Nord, i consensi calavano e, di conseguenza, anche le loro poltrone cominciavano a vacillare.
La mia posizione in merito l’ho già espressa su queste pagine nel mese di agosto. E, dopo il teatrino andato in scena a Milano nelle giornate del 24 e 25 ottobre, mi stupisco ancora che qualcuno possa pensare che basti riscoprire oggi certe parole per recuperare una credibilità politica.
“La Lega Nord è sparita da anni, non da questo fine settimana”
Parlo anche per esperienza personale. Sono stato militante della Lega Lombarda dal 1987 al 2013. Ho lasciato quando ho capito che non c’erano più le condizioni per portare avanti le istanze lombarde. Non l’ho fatto perché fosse venuta meno la mia convinzione nella necessità di difendere la Lombardia e il Nord, ma proprio perché quella convinzione non trovava più spazio nel percorso intrapreso dal movimento.
Chi aveva davvero a cuore la questione settentrionale e la Lega Nord avrebbe dovuto combattere questa battaglia anni fa, non certo oggi. La Lega Nord è sparita da anni, non da questo fine settimana. E chi, almeno dieci anni fa, ha cercato di difendere la Lombardia e il Nord è stato progressivamente messo all’angolo, quando non apertamente emarginato.
Per questo trovo quantomeno curioso che oggi qualcuno riscopra improvvisamente certe battaglie. La questione settentrionale non è una bandiera da rispolverare quando i consensi diminuiscono, né uno slogan da utilizzare per salvare posizioni e carriere politiche. È una questione politica seria, che richiede coerenza, coraggio e continuità. Non la si può abbandonare quando diventa scomoda e riscoprire quando torna utile.
Il ruolo del Partito Popolare del Nord (PPN)
Oggi, come responsabile provinciale di Como del Partito Popolare del Nord, ritengo che l’unico soggetto politico concretamente intenzionato a riportare la questione settentrionale al centro del dibattito sia il PPN, che si sta muovendo per ricompattare tutti i movimenti indipendentisti e autonomisti del Nord, senza preclusioni.
Il Partito Popolare del Nord, come la Lega Lombarda, vuole riportare la politica sui territori e al servizio dei territori, senza che da Milano o da Roma qualcuno pretenda di imporre dall’alto le proprie volontà. Perché il Nord non può continuare a essere chiamato in causa quando serve consenso e dimenticato quando è il momento di dare risposte.
Le criticità del territorio comasco e le infrastrutture
E se vogliamo passare dalle dichiarazioni ai fatti, basta guardare a ciò che accade nella nostra provincia. Mai come oggi il nostro territorio ha avuto tanti esponenti con incarichi di governo e di responsabilità politica. Eppure, mai come oggi, si ha la sensazione di un territorio abbandonato proprio da molti di coloro che, una volta eletti, avrebbero dovuto rappresentarlo e difenderlo.
La questione frontalieri, la sanità locale, la variante della Tremezzina, la Pedemontana e la Milano-Meda sono soltanto alcuni degli esempi più evidenti di una situazione che richiede risposte concrete e sulle quali la politica continua a mostrare tutta la propria inadeguatezza.
Il caso della piscina di via Del Doss a Como
E poi c’è un esempio che, nella sua concretezza, dovrebbe far riflettere più di tante dichiarazioni.
In città abbiamo un Ministro per la disabilità e, in cinque anni, non si è riusciti a fare nulla per cercare di intervenire sulla piscina di via Del Doss, una struttura dedicata alle persone con disabilità, che permetteva loro di svolgere attività in acqua in condizioni di sicurezza.
Non stiamo parlando di un’opera qualsiasi, né di una questione secondaria. Stiamo parlando di un servizio rivolto a persone che hanno bisogno di strutture adeguate e sicure per poter svolgere attività importanti per il proprio benessere. Se nemmeno una situazione come questa riesce a trovare risposte, viene spontaneo chiedersi quale sia, concretamente, il valore della rappresentanza politica quando si tratta di tutelare i bisogni del territorio e dei suoi cittadini più fragili.
“È il momento di svegliarsi”
Ecco perché credo sia arrivato il momento di svegliarsi. Basta inseguire chi si ricorda del Nord soltanto quando gli conviene. Basta confondere le dichiarazioni di circostanza con una vera battaglia politica.
Se vogliamo riportare davvero la questione settentrionale al centro della politica nazionale, dobbiamo avere il coraggio di guardare oltre chi ha contribuito a farla sparire dall’agenda politica.
La strada, oggi, è quella del Partito Popolare del Nord. Nordisti alzatevi e ognuno faccia la sua parte.
Luciano Grammatica
Responsabile Organizzativo per Como e Provincia – Partito Popolare del Nord
