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Punti di vista

Como, l’ex leghista storico: “Salvini ha smarrito il Nord. E ‘Roma ladrona’ ormai ha inglobato la Lega”

Sono giorni davvero turbolenti per la Lega, a un mese dal classico appuntamento di Pontida. Tra fronde interne, richieste di cambiamento e percentuali ai minimi storici, il ruolo del segretario e vicepremier del partito Matteo Salvini è stato messo in discussione anche (se non soprattutto) dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. Tra i motivi, la richiesta forte a Salvini di tornare a occuparsi delle storiche questioni del Nord.

In questo quadro, riceviamo e pubblichiamo la lettera di Luciano Grammatica, ex leghista storico di Como, già consigliere comunale a Palazzo Cernezzi negli anni ruggenti del Carroccio di Umberto Bossi, prima di lasciare il partito e confluire nel Partito Popolare del Nord come responsabile organizzativo. Per repliche, opinioni e interventi: redazionecomozero@gmail.com

Da lui, un’analisi – certamente in parte interessata in qualità di avversario politico ma anche radicata in un passato vissuto in prima persona nella Lega delle origini – che proponiamo di seguito.

Stiamo assistendo in questi giorni all’ennesimo teatrino politico su come far tornare d’attualità la questione settentrionale.

La cosa è francamente comica, se non fosse tragica. Gli attori di questo teatrino sono gli stessi che sono colpevoli di aver volutamente affossato la questione settentrionale. Chi per un posto a Roma, chi per un posto in Regione, ecc. ecc.

Purtroppo, non so dire se oggi sia ancora possibile riportare la questione settentrionale all’ordine del giorno dell’agenda politica. Eppure è una questione oggi ancora più attuale di quanto non lo fosse negli anni ’90.

Vi scrivo come iscritto alla Lega Lombarda dal 1987, da quando avevo appena 18 anni. Cosa mi aveva portato a seguire quella strada? La risposta è semplice: il giornale della Lega Lombarda si chiamava “LOMBARDIA AUTONOMISTA”. In quelle due parole c’era tutto.

Oggi nulla è cambiato. Dobbiamo tornare a “LOMBARDIA AUTONOMISTA” se vogliamo sperare di avere un futuro; oggi più che mai chi vive in Lombardia fa fatica.

Prendiamo il residuo fiscale della Lombardia, un tema che ha perso interesse tra gli elettori ma che oggi supera i 60 miliardi di euro. Basterebbe trattenerne il 30% per poter togliere l’IRAP, il bollo auto e per finanziare ogni anno la costruzione di opere fondamentali per il nostro territorio: viabilità, sanità, istruzione, sicurezza.

Invece oggi sentiamo parlare solo ed esclusivamente di spartizione di potere. A parlarne sono proprio quei politici che hanno sostenuto la chiusura della Lega Nord e la nascita della Salvini Premier solo per interesse personale, per una candidatura o ricandidatura, o per una poltrona in qualche CDA.

Oggi quella politica da loro sostenuta, la politica degli slogan, di Roma Capitale, del ponte sullo Stretto e via dicendo, non ha fatto altro che inglobarli nel sistema romano. Ovvero in quella ROMA LADRONA che era il nostro vero slogan negli anni ’90.

Oggi, che credibilità hanno questi politici che vogliono tornare alle origini? Per me nessuna. Anzi, sono solo un ulteriore danno.

Quello che serve è che la gente lombarda, la gente del Nord, capisca che l’unica strada è quella della Regione Autonoma. E servono politici onesti che portino avanti questo ideale senza compromessi e che siano liberi da lacci e lacciuoli del potere.

Salvini da tempo ha smarrito il Nord forse non l’ha mai ricercato. E con lui lo hanno smarrito quei dirigenti che oggi lo contestano, ma che ieri, in nome del consenso, si guardavano bene dal contraddirlo.

Luciano Grammatica
Partito Popolare del Nord

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