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Punti di vista

Kandinsky non è un centravanti russo. Non buttiamo 5 anni: per cultura e turismo serve una top player

Sarebbe opportuno – almeno per gli ultimi due anni di questo mandato – evitare di bruciare del tutto due deleghe importanti come quelle a Turismo e Cultura, in Comune. Questo non suoni come una mancanza di rispetto per chi fino a oggi ha avuto per le mani entrambe le competenze, dapprima la piemontese Simona Rossotti e ora – dopo un interludio transitato direttamente dal sindaco Mario Landriscina – la “ghisallina” Carola Gentilini.

La prima, in potenza, resta un rammarico per le oggettive potenzialità – anche innovative – mostrate nel breve tratto percorso assieme alla giunta Landriscina, prima di venire fagocitata da qualche peccato (veniale) di super-ego e poi dalla tenaglia mortale della macchina politico-burocratica del palazzo.

La seconda, persino al di là di qualche oggettiva difficoltà, si è trovata catapultata improvvisamente nel marzo 2019 a ereditare il “malloppo” senza alcuna esperienza diretta di quanto possa essere letale l’apparato comasco e vivendo sin dal primo istante una situazione di precarietà politica dannosissima. Il Covid, nel pieno dell’ipotetica stagione per mettere radici, ha completato il quadro (in generale, ben oltre i “poteri” del ruolo di assessore).

Adesso, il tritacarne delle logiche di partito – leggasi rientro di Forza Italia in giunta – ha nuovamente azionato la clessidra verso l’annuncio del quarto assessore alla doppia partita in tre anni esatti. La casella spetta ai forzisti, assieme a quelle di Lavori pubblici e Mobilità lasciate libere da Vincenzo Bella.

Ebbene, l’unico consiglio possibile – al confine con due parole bellissime: desiderio e speranza – è che di mostre, arte, letteratura, musica, eventi pubblici, turismo e turisti, non arrivi ad occuparsene la prima che dica sì, a prescindere da competenze e capacità (la prima, al femminile, perché la logica delle quote rosa impone che se, come pare, un uomo rimpiazzerà Bella, il secondo ingresso nell’esecutivo debba essere necessariamente di una donna per rispettare proporzioni ed equilibri normativi).

Si potrebbe cominciare, tanto per dire, evitando di pescare fuori dal capoluogo il nome prescelto. E non certo per chissà quale superiorità intrinseca o potere magico legato alla residenza in città – che poi, città: paesone, dai – se non altro perché due anni passano in frettissima e almeno uno, per chi non ha dimistichezza, serve solo per capire come funzioni la macchina, chi siano gli interlocutori, quali siano le reali risorse a disposizione e così via. L’ennesimo nome catapultato a Palazzo Cernezzi da Marte significherebbe una sola cosa: buttare nel wc il tempo a disposizione.

Dunque – anche se non residente tecnicamente – mi raccomando: una figura che già padroneggi tutte le leve essenziali del mondo turistico e culturale di Como. Altrimenti sarà un disastro annunciato, un lustro da dimenticare.

Il secondo auspicio è che si scelga una figura con competenza del settore: non un nome qualsiasi “purché fedele”. Santo cielo: stiamo parlando di cultura in una delle città più importanti di Lombardia come potenzialità e attrattiva anche per un turismo colto e curioso, oltre che per una cittadinanza giustamente affamata di bellezza e di sapere (potrebbe esserlo di più, ma qui il discorso si fa lungo). Radice non è la base di un albero, Kandinsky non è il centravanti della Russia, la Pinacoteca non vende pinte e panini.

Ci sono nomi eccellenti, da queste parti, o che comunque hanno benissimo operato e continuano a operare in città: da Ebe Gianotti (a sinistra) a Roberto Di Febo (a destra), fino a una sintesi perfetta tra cultura e conoscenza diretta del mondo turistico quale Bianca Passera (al centro). E sicuramente altre: ma Barbara Minghetti sta “di là”, Sergio Gaddi risulta peloso (fisicamente e politicamente, per questa giunta) e per il resto ci si perdoni l’esigenza di semplificare. Una sola di queste sarebbe perfetta, come identikit di base.

Ovviamente, Forza Italia (e il sindaco, che dovrà comunque dare il sigillo finale) ne scelgano comodamente un’altra. Sondino nomi a noi del tutto sconosciuti, scartino per principio quelli citati. Ma quello dovrà necessariamente essere il livello, che di tecnici e mediani in città ne abbiamo già tanti.

Ora serve fare gol, di tempo ce n’è poco per lasciare un segno. Anzi, siamo già ai supplementari inoltrati.

Ps: chi avesse proposte illuminanti, le avanzi: coraggio!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

7 Commenti

  1. Buongiorno,
    Perdonate il disturbo, leggo ringrazio, ma sto scrivendo un saggio sui FUTURISTI, e mancano 18 mesi alle prossime elezioni che democraticamente vedranno la presenza di più di 15 liste e tutto questo è positivo. Direi “MOLTO RUMORE PER NULLA”, non capisco i rimpasti ora, mi sembra un film di Emir Kustorica. Tutti i nomi citati sono ottime Cittadine e Cittadini che possono ricoprire, se lo vogliono, lo vorranno tutti i ruoli di una Amministrazione. Chi scrive è dalla parte dei suoi lettori e lettrici che votano appunto per 15 partiti e liste, io osservo, leggo, analizzo, ma indipendente e non organico a nessuno. Buon lavoro.
    Un caro saluto con Affetto. Un abbraccio forte a Davide e Lele tutta Redazione.
    Davide Fent

  2. Buonasera,
    Si nomini una donna al posto Igegner Bella con stesse deleghe e Forza Italia non chieda lo scalpo di Carola Gentilini , che è di area, non ha nessuna colpa ed è bravissima. Sono certo che Davide Fent non entrerebbe in questa Giunta, non so nemmeno cosa ne pensa, e anche validissimo Ingegner Terragni non credo voglia entrare in questo calderone. Spazio alle donne,in tutti e due i settori. Che Alessandro Fermi e Maria Stella Gelminini siano illuminati, già il veto su Anna Veronelli come Assessore è stata una forzatura di Forza Italia. Spazio alle donne. O votiamo a Settembre.
    Buonasera,Cordiali Saluti.

  3. Buonasera,
    Una donna con gli <> può andare a sostituire Ingegner Bella, così sfatiamo che in un settore delicato le Donne non possano operare. Anzi, facciamo che portino aria nuova e pulizia. Un nome Ingegner Giulia Bollini, che insegna Politecnico ed era già stata nominata in UniverComo e altre Associazione. Basta riciclati o <>, poi posso fare un elenco lunghissimo, che il Sindaco e i Partiti diano il segno di Cambiare una Donna al posto Ingegner Bella, ma non quelli che avete detto.
    Buonasera Cordiali Saluti.
    David Ferrario

  4. Buonasera,
    Ma scusate Davide Fent? Ora non so se accetta, e se è schierato, ma chi più di lui? Avevo letto un suo intervento sulla Cultura su un libro curato dalle Associazioni prima delle elezioni. Conosce artisti e letterati, potrebbe essere la persona giusta. Forse c ‘ è troppa invidia anche da parte di Comozero, credo che sia tra i pochi che potrebbe rivoluzionare la Cultura Comasca.
    Buonasera, cordiali saluti.
    David Ferrario

  5. “La prima, in potenza, resta un rammarico per le oggettive potenzialità – anche innovative – mostrate nel breve tratto percorso assieme alla giunta Landriscina, prima di venire fagocitata da qualche peccato (veniale) di super-ego e poi dalla tenaglia mortale della macchina politico-burocratica del palazzo.”

    Il potenziale l’ha espresso impuntandosi sullo spostamento dell’Infopoint. Grazie di tutto, ma anche no.

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