Il tema delle code per imbarcarsi sulla flotta della Navigazione laghi tiene banco anche in questa estate a Como. Oggi ospitiamo la lettera dell’avvocato Riccardo Mandelli, che rende pubblicamente noti i passi già compiuti anche nei confronti del Comune oltre che della società con altrettante comunicazioni rimaste per ora senza riscontri concreti.
Di seguito, l’intervento del legale comasco mentre qui è consultabile la lettera inviata al primo cittadino e qui invece la Pec spedita alla Navigazione.
Avendo personalmente sperimentato l’enorme disagio delle file sotto il sole in Piazza Cavour per acquistare il biglietto della Navigazione, ho spedito in data 18 c.m. la comunicazione che allego agli Enti competenti, senza ricevere ad oggi, alcun positivo riscontro. Preciso di aver già sollevato per iscritto con gli stessi Enti la questione della complicazione dell’acquisto dei titoli di viaggio.
In data 20 c.m. ho poi spedito tale comunicazione al Sindaco di Como, con lettera accompagnatoria che allego, ma, ad oggi, gli Utenti della Navigazione per imbarcarsi continuano a subire il tormento del solleone.
Parecchi visitatori stranieri che vogliono visitare il Lago “dal lago”, dopo una ventina di minuti abbandonano la fila, disidratati e sfiancati, commentando che, a Como, i servizi pubblici a disposizione del turista sono a livello di terzo mondo, o peggio e rovinano la immagine della Città.
I suggerimenti che ho proposto all’attenzione delle Autorità competenti sarebbero di facile e rapida attuazione, ma è evidente una totale incapacità operativa, che non è più accettabile.
Sto approfondendo se esistano gli estremi per un esposto/denuncia alla Autorità Giudiziaria, od alle Autorità di controllo dei pubblici servizi, per le opportune sanzioni, ma ritengo che i massmedia locali dovrebbero iniziare una campagna martellante sull’attuale livello dei servizi pubblici di supporto al turismo, per individuare e “snidare” i responsabili di tali inaccettabili inefficienze.
Cambiare si può? Credo proprio di si.