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scuola

L’Insubria tra le 150 giovani università migliori al mondo. Capizzano: “Qualità sempre più alta”

L’Insubria approda nella classifica internazionale delle giovani università migliori del mondo proposta da Times Higher Education, il periodico settimanale britannico con sede a Londra ritenuta il riferimento del settore.

L’Insubria figura nel gruppo nel gruppo tra le posizioni 101 e 150 su un totale di 414 atenei fondati da meno di cinquant’anni in 66 Paesi. Si tratta del secondo riconoscimento da parte della rivista britannica indipendente che dà i voti al mondo accademico sulla base delle prestazioni fornite: nel settembre 2019 l’Insubria era entrata nella classifica generale collocandosi nella fascia tra 501 e 600 su 1396 università esaminate.

Il dataset di Young University Rankings è stato composto raccogliendo dati da tre fonti: i siti web, i sondaggi e la banca dati Scopus. Attraverso l’elaborazione, basata su tredici indicatori, sono stati ricavati i risultati sulla qualità dell’insegnamento e della ricerca, sul grado di internazionalizzazione e del trasferimento tecnologico. E a garanzia dell’indipendenza della classifica c’è l’analisi di Pricewaterhouse Coopers, tra le più importanti società di auditing e consulenza aziendale nel mondo.
In un incontro internazionale on line il 24 giugno, i responsabili del progetto hanno presentato i dati esaminati, criteri, indicatori scelti e alcuni casi di eccellenza.

«L’utilità di questi studi – ha spiegato Elizabeth Sheperd di Times Higher Education – è creare una comunità attraverso l’analisi e la condivisione dei risultati e individuare i cambiamenti nell’insegnamento, nella ricerca e nell’innovazione, tre obiettivi primari per il mondo accademico».

Nella classifica finale si conferma al primo posto la Hong Kong University of Science and Technology; al secondo e terzo posto, entrambe in risalita rispetto al 2019, Nanyang Technological University di Singapore e Paris Sciences et Lettres – Research University; al quarto posto c’è il primo dei tredici atenei italiani, ovvero la Scuola universitaria superiore Sant’Anna di Pisa. Nel gruppo 100–150 insieme all’Insubria, che per la ricerca è quinta tra le italiane, sono presenti le università di Brescia, di Udine, del Piemonte Orientale, della Calabria, di Roma Tor Vergata e di Roma III.

Commenta Stefano Serra Capizzano, pro-rettore vicario e delegato del rettore per la ricerca: «L’impegno per raggiungere un livello qualitativo sempre più alto sta dimostrando la sua efficacia attraverso questo nuovo posizionamento. Gli indicatori adottati per stilare la classifica confermano la centralità della ricerca e soprattutto della comunicazione e del suo impatto nella società».

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