Il Como ha giocato una stagione ai limiti della perfezione centrando la qualificazione in Champions League e sfiorando la finale di Coppa Italia. I lariani hanno elevato il loro gioco proponendo un calcio bello e piacevole che, alla fine, ha ripagato, portando i ragazzi di Fabregas a compiere un’impresa da sogno. Le basi sono solide, ma ora bisogna crescere ulteriormente per giocarsela contro le migliori squadre d’Europa.
LE PAGELLE STAGIONALI
PORTIERI
- Butez 7.5: il Como chiude la Serie A con 19 clean sheet, il migliore dato nei top 5 campionati a pari con l’Arsenal, e tanti meriti sono suoi. Arrivato l’anno scorso come uno sconosciuto, si prende la titolarità indiscussa risultando uno dei pochi inamovibili della rosa. Chiude la porta con parate decisive, gioca con i piedi come un centrocampista e, a parte per qualche sbavature nel finale di stagione, dà garanzie a tutto il reparto difensivo. Pedina fondamentale nello scacchiere di mister Fabregas.
- Vigorito S.V.
- Tornqvist S.V.
- Cavlina S.V.
DIFENSORI
- Ramon 8.5: altra gemma rara pescata dal Real Madrid. Alla prima stagione da professionista, impressiona per personalità e tenuta mentale. E’ un difensore moderno, fortissimo nell’uno contro uno, abile in marcatura e che sa difendere anche in campo aperto. Alle doti eccellenti da stopper, inoltre, abbina grande pulizia in impostazione e qualche gol. Se questa stagione è l’antipasto della sua carriera, lo troveremo sicuramente nella cerchia dei difensori più forti al mondo nel giro di pochi anni.
- Kempf 7.5: cresciuto tantissimo rispetto allo scorso anno. Ha pochi passaggi a vuoti e risulta una delle colonne portanti di tutto l’assetto difensivo comasco. Giocare di fianco a Ramon e Diego Carlos gli dà grande fiducia e consapevolezza nei suoi mezzi. Chiude il campionato anche con 4 gol messi a referto.
- Diego Carlos 6.5: porta a Como esperienza e voglia di vincere. Non parte sempre titolare, ma quando entra in campo mette in mostra tutte le sue doti: centrale roccioso e dominante nel corpo a corpo. Alternativa di lusso in difesa, si traveste d’attaccante siglando contro la Roma al Sinigaglia uno dei gol più pesanti della stagione. Leader che probabilmente resterà anche il prossimo anno.
- Alex Valle 6.5: si inter cambia sulla sinistra con Alberto Moreno. Migliora nel corso della stagione soprattutto per quanto riguarda la fase difensiva e chiude il campionato con partite di spessore. Ha ampi margini di crescita, ma è sulla strada giusta.
- Alberto Moreno 6.5: parte indietro nelle gerarchie, ma con il passare della gare riesce a ritagliarsi il suo spazio. Il suo mancino continua ad essere delicato e ha impatto soprattutto nel finale, in particolare grazie alla rete decisiva contro il Parma. Giocatori del suo calibro, in un contesto giovane come quello del Como, fanno sempre tanto comodo.
- Smolcic 6.5: a destra è il terzino che dà più certezze. Disputa dal 1′ minuto il 50% delle gare, ma è quasi sempre uno dei giocatori che Fabregas utilizza. Non gioca praticamente mai partite che rubano l’occhio, ma è un giocatore solido e quadrato, fondamentale per mantenere l’equilibrio.
- Van Der Brempt 6: inizialmente impiegato poco a causa anche di un infortunio, Fabregas lo sceglie nel finale di stagione. Si contende la titolarità con Smolcic, offrendo più soluzioni in attacco, ma meno abilità nel difendere rispetto allo sloveno.
- Vojvoda 6.5: ricopre svariati ruoli per tutta l’annata. Viene schierato come esterno alto nel periodo di assenza dei vari Addai, Diao, Kuhn e Jesus Rodriguez, poi torna a fare il terzino e si adatta sempre perfettamente a quello che Fabregas gli chiede. Mette lo zampino in gol importanti, come quello alla Juventus a Torino, ma cala di rendimento nelle ultime uscite in cui vede meno il campo.
- Goldaniga S.V.
CENTROCAMPISTI
- Perrone 8: insieme a Da Cunha forma una delle coppie di centrocampisti più forti del campionato. Riscattato dal Como a meno di 15 milioni di euro, è il punto di riferimento dei lariani. Disputa una Serie A da protagonista assoluto dirigendo le operazioni in una delle squadre più belle d’Italia. Ha piede, ha gamba, sa leggere le partite, ha carisma e sale in cattedra nei momenti importanti: il futuro è tutto suo.
- Da Cunha 8.5: è il giocatore più migliorato dal lavoro di Fabregas. Trasformato da esterno destro a mediano, ricopre quel ruolo con la maestria di qualcuno che lo fa da tutta la carriera. Mette a referto 8 gol e 5 assist tra Serie A e Coppa Italia, ma è talmente forte che addirittura questi dati passano quasi inosservati. In campo domina abbinando la qualità del suo mancino al suo motore inesauribile ed è uno dei veri Mvp di questa stagione clamorosa.
- Sergi Roberto 6: come l’anno scorso è molto spesso infortunato. Lascia però il segno in Coppa Italia dove gioca quasi sempre titolare, comprese le sfide contro Napoli e Inter, e in cui segna il suo unico gol stagionale.
- Caqueret 6.5: jolly che Fabregas utilizza dappertutto. La sua intelligenza gli permette di giocare ovunque, nonostante la sua carta d’identità dica ruolo: centrocampista. Fa il falso nueve, il vice Nico Paz e anche il mediano riuscendo a lasciare il segno in diverse partite.
- Nico Paz 9: cosa dire: fenomeno. Gioca un’altra stagione da capogiro, facendo entusiasmare e stropicciare gli occhi a tutti i tifosi del Como e diventando un incubo per gli avversari. Trascina il Como per larga parte della stagione e, anche se si perde un po’ tra gennaio e marzo, è il miglior calciatore di questa annata. I 13 gol e gli 8 assist danno conferma di ciò. Ora lo si attende protagonista anche al Mondiale con l’Argentina.
- Baturina 7.5: nella prima parte della stagione rimane un oggetto misterioso con Fabregas che gli dà poche chance che lui non sfrutta. Dopo la rete stupenda al Bologna, però, cambia tutto e il croato diventa punto fermo sulla trequarti lariana. Nel girone di ritorno mette in mostra tutte le sue pazzesche qualità e decide, con i suoi gol, anche gare di un certo peso. Non delude le tante aspettative che c’erano nei suoi confronti.
- Lahdo S.V.
ATTACCANTI
- Douvikas 8.5: chiude il campionato da vice capocannoniere alle spalle di Lautaro e vive la sua miglior stagione in carriera. Inizialmente insidiato da Morata, spazza via, a suon di gol, la concorrenza dello spagnolo prendendosi in pianta stabile il ruolo di punta centrale. Si adatta allo stile di gioco di Fabregas, lavorando per la squadra con movimenti intelligenti e facendosi trovare pronto quando c’è da finalizzare. Altra scommessa stra vinta dalla dirigenza del Como.
- Morata 4.5: è una delle poche note stonate di questa meravigliosa cavalcata. Arrivato con l’etichetta di essere l’attaccante perfetto per i lariani, chiude la stagione con 0 gol in campionato e con tantissime prova a dir poco opache. Nervoso, spaesato e impreciso sotto porta, non è mai un fattore positivo quando è in campo e si fatica a ricordare qualche prestazione degna di nota. Fantasma del campione che è stato.
- Kuhn 5: arrivato in Italia dopo annate importanti al Celtic, stecca il grande salto. Inizialmente parte spesso titolare, ma fatica a lasciare il segno. Con il passare delle partite, perde importanza nelle gerarchie finendo, da febbraio, a non giocare quasi mai più. Rimandato.
- Diao 6: doveva essere la stagione dell’esplosione definitiva, ma così, per sua sfortuna, non è stato. Bloccato da tanti problemi fisici, gioca poco e quando lo fa, torna ad infortunarsi. Si ristabilisce a pieno a metà marzo e da lì aiuta il Como a centrare la Champions League, alternando prove maiuscole a gare sottotono. Chiude comunque con solo 2 gol e 1 assist.
- Addai 6: disputa troppe poche partite per essere giudicato in maniera davvero corretta. Nelle 16 apparizioni stagionali, fa vedere sprazzi da grande giocatore che promettono molto bene per il futuro.
- Jesus Rodriguez 7: altro potenziale fuoriclasse scovato in Spagna dal Como. Esterno rapido, bravissimo nel dribbling ed estremamente raro in un contesto come la Serie A. Le sue straordinarie capacità si vedono subito ad inizio stagione, anche se sembra sempre mancargli ancora qualcosa per diventare più decisivo. Cresce però di partita in partita, soprattutto nella finalizzazione e nell’ultimo passaggio, e chiude il campionato con un gol ed un assist che firmano la vittoria Champions dei lariani.
ALLENATORE
- Fabregas 10: in due anni porta il Como dalla Serie B all’Europa. Riscrive la storia del club con idee precise, mentalità chiara e nessuna paura del giudizio degli altri. Costruisce una macchina perfetta che chiude il campionato con la migliore difesa e il secondo miglior attacco e regala un sogno a tutta la città. L’anno prossimo si attende la sua conferma anche in un palcoscenico difficile come quello della Champions League.