Saranno circa 300 le persone che dalla provincia di Como raggiungeranno Roma in treno per partecipare, il 17 ottobre, alla manifestazione nazionale Insieme su La mia maestra.
Ecco quanto fanno sapere la Cgil e l’Arci di Como:
Salari, casa, sanità, scuola, Pace e democrazia. Servono scelte diverse
Altre si muoveranno autonomamente e contiamo quindi di arrivare a 300 partecipanti tra delegate e delegati, attiviste e attivisti, lavoratrici e lavoratori, pensionati, giovani e semplici cittadini.
«Oggi il tema centrale è il rapporto tra costo della vita, salari e pensioni – dichiara Sandro Estelli, segretario generale della Cgil di Como –. Casa, affitti, energia, carburanti e beni di prima necessità pesano sempre di più sui bilanci familiari. Anche in una provincia ricca e produttiva come Como, avere un lavoro non sempre significa poter vivere con serenità e costruire il proprio futuro».
Se una parte crescente dello stipendio viene assorbita dall’affitto, salario e diritto all’abitare diventano questioni inseparabili. Problemi che attraversano anche altri Paesi europei. Le mobilitazioni in Francia e Spagna su scuola, servizi e casa mostrano che serve una risposta più ampia. «L’Europa deve restare uno spazio di diritti e partecipazione, un luogo di resistenza democratica capace di difendere la propria dimensione sociale».
Centrale sarà anche il tema della Pace. «Un anno fa, proprio in questo periodo, eravamo in piazza a Como insieme a tanti giovani per Gaza. Oggi quella ferita è ancora aperta. Non possiamo abituarci alla guerra né considerarla uno strumento normale per affrontare i conflitti. Bisogna riportare al centro diplomazia, diritto internazionale e multilateralismo. Anche su questo l’Europa deve svolgere un ruolo politico, lavorando per soluzioni comuni e non per il progressivo ricorso alle armi».
Le guerre hanno anche conseguenze sui costi dell’energia, dei carburanti e dei beni essenziali. «Gli interventi temporanei non bastano: servono politiche energetiche e industriali strutturali».
La mobilitazione riguarda anche sanità e scuola. «A Menaggio la carenza di personale continua a pesare sull’ospedale; a Erba la chiusura del punto nascita apre interrogativi sul futuro del presidio; al Sant’Anna restano criticità negli organici. A questo si aggiungono liste d’attesa e difficoltà della medicina territoriale».
Sulla scuola restano aperte a Como le questioni delle chiusure, del dimensionamento e della Corridoni. «Una scuola non è soltanto un edificio: è un presidio educativo e sociale. Abbiamo chiesto più volte un confronto all’Amministrazione comunale senza ricevere, ad oggi, risposta dal Sindaco. Nonostante questo abbiamo invitato tutti i Sindaci della provincia, compreso quello di Como, a partecipare: il confronto è ancora più necessario quando le opinioni sono diverse». (Qui l’ultimo aggiornamento sulla questione, con una novità, Ndr)
«Il 17 ottobre porteremo a Roma problemi concreti: lavoro e salari, casa, sanità, scuola, politiche industriali, pace e democrazia. Da Como contiamo di essere anche in 300: una presenza importante e un passaggio di un percorso che continuerà nei luoghi di lavoro e sul territorio».
Ma oltre la concordia ampissima di un ecosistema di organizzazioni sui contenuti della mobilitazione corale c’è anche una grande convergenza sull’innovazione nel metodo dell’azione. «Il nostro impegno – sottolinea Gianpaolo Rosso, presidente Arci Como – vuole anche rendere evidente che la collaborazione tra tante organizzazioni diverse che sono coinvolte nel percorso de La via maestra è vitale per lo sviluppo di idee e azioni per riconoscere a tutte/i/u diritti essenziali e dare piena attuazione alla Costituzione».

