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A Como non tutto se ne va, così è rinato il mitico salone di Giacomo il parrucchiere. Il nipote: “Qui passato e futuro”

Ci sono negozi che fanno parte del profilo di un quartiere, e spesso di una città, insegne familiari che accompagnano la vita quotidiana delle persone e che, quando chiudono, lasciano un silenzio particolare, come se venisse a mancare un punto di riferimento.

Non si tratta solo di serrande abbassate, ma di abitudini, volti, storie che si intrecciano nel tempo. E uno di questi luoghi è senza dubbio lo storico Studio Uno, il salone di parrucchiere di via Dante 91, uno spazio che per decenni ha accolto generazioni di donne e uomini in cerca del taglio giusto o del colore più adatto, ma anche di un ambiente rassicurante, attento, capace di far sentire accolti.

Per questo la sua riapertura, avvenuta da qualche tempo, non è semplicemente una saracinesca che si alza, ma il ritorno di un pezzo di memoria che sembrava destinato a restare tale.

Nella storia dello Studio Uno, infatti, c’è molto più di qualche poltrona e qualche specchio: per anni questo è stato il regno di Giacomo Mussari, figura conosciuta e stimata, che aveva fatto di quel salone un luogo riconoscibile e familiare e, alla sua scomparsa nel 2021, l’attività è stata poi portata avanti dalla sorella Giuseppina, fino alla chiusura dello scorso agosto, un momento che molti avevano vissuto come definitivo.

A riportare la luce dietro quelle vetrine, però, è stato Paolo Mancuso, figlio di Giuseppina e nipote di Giacomo, che nella vita fa tutt’altro ed è conosciutissimo in città come ex storico gestore del bar dello stadio Sinigaglia e imprenditore nel settore food & beverage: “Nella mia memoria quel negozio c’è sempre stato, fin da quando ero bambino – racconta infatti – è sempre stato il regno di mio zio e quando ha chiuso ci siamo chiesti cosa farne, se affittarlo o venderlo, ma alla fine ha prevalso l’idea di non perdere un’attività a cui la nostra famiglia è sempre stata legata e così ho deciso di riaprirlo”. Una scelta che nasce più da un legame affettivo che da un business plan, dal desiderio di non spezzare un filo che unisce passato e presente.

La riapertura non è stata però un semplice ritorno indietro: lo Studio Uno si è rinnovato nei locali, nello staff e nei servizi, scegliendo di guardare avanti senza cancellare ciò che è stato. Alla guida del nuovo team c’è Beatrice, professionista con vent’anni di esperienza maturata in un importante salone del centro città, affiancata da uno staff giovane, con nuovi prodotti e nuove proposte, come il make-up, pensate per rispondere a esigenze che cambiano.

È un equilibrio delicato, quello tra ciò che si eredita e ciò che si costruisce, e forse è proprio qui che sta il senso di questa riapertura che è subito piaciuta: “Le clienti storiche stanno tornando, riconoscendo nello Studio Uno quella stessa attenzione che ricordavano, anche se declinata in una veste più contemporanea, e accanto a loro arrivano volti nuovi, anche giovani, segno che questo incontro tra passato e futuro sta trovando il suo spazio”, racconta Paolo. E in un tempo in cui tutto sembra scorrere veloce e i luoghi rischiano di perdere identità, la storia dello Studio Uno di via Dante racconta che è possibile cambiare senza dimenticare, rinnovarsi senza smarrire l’anima e restituire alla città non solo un servizio, ma un pezzo della sua quotidianità.

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