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Tassa sulla salute e frontalieri: il Ticino minaccia il blocco dei ristorni. Giovedì il vertice a Berna

La decisione del Canton Ticino di procedere verso una decurtazione dei ristorni destinati ai comuni italiani di confine appare ormai irrevocabile.

Un provvedimento che, all’atto pratico, rischia di congelare gli investimenti locali, colpendo in modo particolare i piccoli Municipi di frontiera. Il primo vero banco di prova per questa delicata partita geopolitica e fiscale si terrà giovedì prossimo, 11 giugno, in occasione di un cruciale incontro con le autorità federali di Berna.

La posizione di Berna e la posizione del Consiglio federale

Il contesto si inserisce in un quadro normativo complesso. Di recente, il Consiglio federale svizzero ha dichiarato che il contributo sanitario introdotto dall’Italia non viola formalmente l’accordo sui lavoratori frontalieri. Rispondendo a un’interpellanza presentata da Lorenzo Quadri, consigliere nazionale della Lega-UDC, il Governo svizzero ha messo nero su bianco che

“il semplice fatto che il contributo sanitario venga calcolato in base al reddito non giustifica la sua qualifica come imposta sul reddito”.

Tuttavia, da Berna è giunta anche una precisazione fondamentale: la tassa sulla salute italiana non è ancora stata effettivamente applicata. Di conseguenza, poiché nessun lavoratore frontaliere sta attualmente versando tale quota, non è momentaneamente possibile rilevare una formale violazione dell’accordo bilaterale da parte di Roma.

A margine della conferenza stampa, il presidente del Consiglio di Stato ticinese, Christian Vitta, ha ribadito come sia imminente un incontro a breve per iniziare a discutere, forti della perizia che dà ragione al Canton Ticino e sostenere le tesi del blocco.

Il vertice finanziario: l’appello di Vitta alla Confederazione

L’agenda del vertice nella capitale svizzera prevede un confronto serrato sulle questioni fiscali. Sebbene con ogni probabilità non sarà possibile incontrare direttamente la consigliera federale Karin Keller-Sutter, responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF), la delegazione ticinese ha già confermato un interlocutore di primo piano.

Ristorni ai Comuni di confine: la decisione finale entro fine mese

Il dossier più scottante resta quello legato alle contromisure. L’Esecutivo ticinese ha formalmente ipotizzato un eventuale blocco dei ristorni finanziari come misura di compensazione a fronte del provvedimento sanitario italiano. La decisione definitiva verrà presa entro la fine del mese e sarà strettamente subordinata agli esiti dei colloqui con Berna.

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