Newslab
Attualità

Como, candidato sindaco centrosinistra: al vertice dei 6 big Pd esce un nome su tutti (più una piccola sorpresa)

Mentre nel centrodestra si registrano grandi silenzi e giusto qualche scintilla, il Pd fa un passo in avanti, o mezzo nelle versioni più prudenti, verso l’incoronazione dell’ex dirigente all’Urbanistica di Provincia e Comune di Como, Giuseppe Cosenza, a candidato sindaco per il centrosinistra. Il mini-consolidamento del nome che in effetti finora è stato in pole position è avvenuto a inizio settimana, quando i big del Partito Democratico si sono trovati proprio per fare il punto sul voto per Palazzo Cernezzi. Al tavolo i vertici provinciali e cittadini, rispettivamente Carla Gaiani e Daniele Valsecchi, la capogruppo in Comune, Patrizia Lissi, e gli istituzionali più alti in grado (la parlamentare Chiara Braga, il consigliere regionale Angelo Orsenigo e il presidente Anci Lombardia nonché sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra).

Andando rapidamente al sodo, si è discusso in buona parte sul nome da schierare contro il sindaco di Como uscente, Alessandro Rapinese, e contro il futuro esponente del centrodestra. E dal pochissimo che è (indirettamente) filtrato, l’indicazione principale del tavolo pare sia stata con poche variazioni quella di Giuseppe Cosenza.

Cosa in parte scontata, se non altro per il terreno guadagnato finora dall’ex dirigente, e in parte molto meno, vista la presenza al tavolo di un altro nome girato con insistenza, quello di Orsenigo. Però il confronto sembra che si sia indirizzato soprattutto su Cosenza, lasciando per così dire in secondo piano tutte le possibili alternative (tra cui anche Elisabetta Patelli e – unica mini sorpresa della serata – anche Francesca Paini, conosciutissima cooperatrice sociale, il cui nome godrebbe di un esplicito appoggio da parte di Avs; le possibilità che Patelli e Paini possano davvero spuntarla sono però poco più che residuali, con la seconda che in particolare sarebbe disposta a ‘dare una mano’ ma assolutamente non a correre per la fascia tricolore).

Tornando a Cosenza, obiezioni di fondo sul suo nome in casa Pd non ne sono emerse. Piuttosto, si è cercato di trovare una sintesi possibile tra le richieste messe sul tavolo dall’ex dirigente di Comune e Provincia (tra cui avere una decisa voce in capitolo sull’eventuale composizione della giunta in caso di vittoria, così come su alcuni temi a partire ovviamente da quelli urbanistici) e la garanzia degli spazi di manovra rivendicati dalle varie anime della coalizione. Qualche asperità, ma nulla di insormontabile.

In sintesi, se il vertice Pd non si può considerare un sigillo vero e proprio su Cosenza, sicuramente un piccolo avanzamento verso il ‘timbro’ sì. Naturalmente mancano ancora tutti quelli degli alleati. La strada, però, non sembra una salita impossibile (mentre sui tempi, parlando di centrosinistra, solo gli astri potrebbero dire).

© RIPRODUZIONE RISERVATA