Una storia che è al confine tra lo sport, la cura degli impianti sportivi, l’importanza delle grandi opere e il romanticismo. Poco oltre la dogana, a un’ora da Como, per molti anni gli appassionati di hockey su ghiaccio lariani avevano un solo punto di riferimento per andare a vedere questo sport: la Valascia , ovvero l’impianto che dal 1953 ha ospitato l’hockey club Ambrì Piotta, molto famoso e tifato anche in riva al lago. Mitici i derby contro il Lugano. Sono tantissimi infatti i comaschi appassionati di questa disciplina che ben conoscono questa struttura.
La Valascia è stata sostituita da un nuovo mega impianto da 50 milioni di franchi progettato dall’architetto di fama internazionale Mario Botta. Ma visto che la Valascia per tuti gli amanti dell’hockey ha un immenso valore anche storico – la struttura si trova ad Ambrì, frazione del comune di Quinto, in Levantina – ecco che è stata organizzata una grande festa d’addio.
Come accade quando un giocatore di basket o di altri sport si ritira e viene così tolta la sua maglia, così il 12 giugno si svolgerà una grande cerimonia di commiato dall’impianto. Dalle 11 alle ore 14 verranno innanzitutto consegnati i seggiolini agli abbonati che non hanno ancora provveduto al ritiro. Dalle 14 alle ore 15 invece sarà data la possibilità, in base alla disponibilità, anche a chi non era un abbonato tribuna di comprare i seggiolini alla cifra di 100 franchi e poi spazio al divertimento. Reso omaggio a questo impianto, il futuro della squadra si è spostato dallo scorso agosto nella Gottardo Arena progettata dall’archistar Mario Botta. Un congedo dunque per la vecchia Valascia conosciuta come il “tempio” dell’hockey svizzero, che a malincuore non si è potuta ristrutturare visto il pericolo valanghe.

Il nuovo progetto architettonico è stato realizzato con l’obiettivo di creare una struttura polivalente e attiva tutta l’anno per la squadra biancoblù e per la Valle Leventina. L’arena può ospitare 6.775 spettatori: il numero corrisponde al Cap di Ambrì. La struttura, con la sua volta a botte, è articolata in tre piani fuori terra e un piano interrato. Lo stadio ospiterà eventi sportivi tutto l’anno e la presenza di negozi, ristoranti, uffici e spazi dedicati all’accoglienza permetterà di organizzare eventi di vario tipo. Un modello anche per i tanti progetti comaschi di futuri impianti sportivi.
