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Lombardia, addio all’azienda che ha fatto la storia mondiale del lusso: “Ecco perché”

Il comparto dell’eccellenza del legno arredo brianzolo vede la chiusura di uno dei suoi pilastri storici. La rinomata ditta artigianale situata in via Fiume a Paina di Giussano, leader globale nella produzione di arredamenti di alta gamma, ha cessato ufficialmente ogni attività la scorsa settimana. Dopo un percorso professionale durato oltre quattro decenni, il titolare Paolo Citterio ha scelto di ritirarsi per godersi il periodo della pensione, ponendo fine alla storia della Citterio Paolo Snc. Si conclude così un’avventura imprenditoriale durata complessivamente 60 anni, che ha visto l’azienda di Paina diventare un nome di rilievo internazionale nel comparto del mobile.

Le origini della bottega e il passaggio di testimone del 1986

Il percorso della famiglia Citterio nel mondo della falegnameria inizia negli anni sessanta per iniziativa di Alfredo Citterio. Quest’ultimo, dopo una lunga esperienza come artigiano indipendente, scelse di strutturare un’impresa più vasta coinvolgendo il fratello Aldo Citterio. La stabilità del progetto fu però messa alla prova nel 1986 quando, a seguito della morte prematura del fondatore Alfredo, la responsabilità della ditta passò nelle mani del figlio Paolo. All’epoca solo ventitreenne, il giovane imprenditore della classe 1962 si trovò a guidare la bottega dovendo ancora perfezionare i segreti del mestiere.

Paolo Citterio affrontò la sfida con grande determinazione, potendo contare su due figure fondamentali: l’operaio Vittorio Redaelli, amico fidato del padre che gli trasmise le competenze tecniche necessarie, e la madre Irene Barzaghi, che si occupò con precisione della gestione amministrativa. Grazie a questa sinergia, l’azienda iniziò a espandere la propria produzione di arredamenti d’interni, focalizzandosi prioritariamente sulla realizzazione di camere da letto e camerette.

L’evoluzione del mercato e la svolta internazionale del 1998

Con il passare degli anni, l’offerta commerciale si è ampliata includendo soluzioni per la zona giorno e i soggiorni. Una tappa cruciale per il successo dell’impresa avvenne nel 1998, anno in cui la ditta modificò radicalmente la propria strategia produttiva per aprirsi al mercato globale. In quel periodo, Paolo Citterio divenne l’unico titolare dopo aver liquidato la quota dello zio Aldo. La figlia Ilaria ha descritto così quel momento decisivo come riporta Primamonza: “Nel 1998 mio papà ha liquidato lo zio e c’è stata la svolta – la ditta ha cambiato denominazione da Fratelli Citterio è diventata Citterio Paolo snc e ha virato verso il contract. Non realizzava più mobili per privati o negozi, ma ha avviato la vendita per negozi di lusso in tutto il mondo, dall’Asia al Nord Europa. La ditta è sempre stata una piccola impresa con sei operai, ma da iniziale bottega artigianale è passata ad introdurre nella produzione macchinari moderni di alta tecnologia, realizzando mobili di pregio”.

La scelta del pensionamento e il futuro di Paolo Citterio

Nonostante i numerosi successi e una solidità aziendale mai messa in discussione, Paolo Citterio ha deciso di chiudere definitivamente i battenti. L’imprenditore, che ha sempre goduto del sostegno della moglie Mariangela Rocca e dei suoi tre figli, ha scelto di dare priorità alla sfera personale dopo una vita dedicata alla responsabilità d’impresa. Riguardo alla chiusura, la figlia Ilaria ha spiegato: “Ha deciso di andare in pensione dopo oltre 40 anni di lavoro, non è stata una decisione semplice perché ha sempre amato moltissimo il suo lavoro e nel corso della sua carriera ha raggiunto tanti obiettivi e moltissimi risultati; l’azienda è sempre stata florida, ma non essendoci un ricambio generazionale ha scelto di chiudere e di dedicarsi alle sue passioni”.

Il futuro del sessantatreenne Paolo Citterio sarà dedicato allo sport, ai viaggi e alla montagna, passioni che ora potrà coltivare con continuità. Il bilancio della sua carriera rimane estremamente positivo, come confermano le sue ultime considerazioni sull’attività: “E’ molto soddisfatto per tutto quello che è riuscito a fare in oltre 40 anni; ha portato avanti il lavoro di suo padre – che sarebbe molto orgoglioso dei risultati raggiunti – ed è andato anche oltre la semplice bottega di famiglia. Lascia con dispiacere la sua azienda, ma si sente felice e realizzato del suo percorso da falegname e imprenditore”.

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