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Attualità

Como Acqua, oggi il parere sugli aumenti delle tariffe. Tre sindaci: “Noi contrari, ecco perché”

Venerdì 5 febbraio la Conferenza dei Sindaci dell’ATO di Como (che racchiude tutti i Sindaci della Provincia di Como) è chiamata a esprimersi attraverso un parere obbligatorio vincolante sulle tariffe del Servizio Idrico Integrato per il periodo 2020-2023.

Un parere che sarà poi la base su cui il Consiglio provinciale dovrà approvare definitivamente le tariffe che saranno applicate per tutti i Comuni della Provincia di Como (ad eccezione di Como, Cernobbio e Brunate).

Secondo la proposta formulata dall’Ufficio d’Ambito d’intesa con il gestore del servizio l’aumento tariffario nel periodo 2020-2023 sarà del 5%: così ripartito per il 2021 sarà del 1% , per il 2022 sarà del 3%, per il 2023 sarà del 5% rispetto alle tariffe del 2019.

Su questa prospettiva, però, tre sindaci (Fabio Chindamo di Bulgarograsso, Ettore Pelucchi di Ponte Lambro e Carlo Ballabio di Albese con Cassano) hanno messo nero su bianco la loro contrarietà in un lungo documento. Lo alleghiamo integralmente di seguito.

Questa proposta non ci trova d’accordo per una serie di motivi:

1. Non è il momento storico per chiedere ulteriori aumenti considerato che l’acqua è una delle risorse utilizzate da tutti: cittadini, ma anche commercianti, artigiani, imprese. In molti territori della Provincia, anche a seguito dei vari passaggi societari che sono avvenuti nel recente passato, si sono già verificati importanti aumenti tariffari che hanno pesato molto nei bilanci familiari e in quelli delle piccole attività artigianali e commerciali del nostro territorio

2. L’aumento del 1% per il 2021, pur consapevoli che si tratta di un aumento minimo, è però il segnale che il trend che il sistema sta seguendo è unicamente verso un aumento del costo dell’acqua e non di efficienza del sistema nella sua globalità. Siamo concordi che serva investire molto nel servizio idrico per efficientare il sistema ma non caricando il costo continuamente sugli utenti. Rinunciare al 1 % di aumento significa fare a meno di circa 225.000 Euro di investimenti, una cifra irrisoria se si tiene conto dell’ammontare complessivo degli investimenti nel periodo 2020-2023. In una società della dimensione di Como Acqua 225.000 potrebbero essere “trovati” riducendo alcuni costi di gestione.

3. Riteniamo anche che si possa fare a meno dell’aumento nel suo complesso dando un vero segnale di attenzione al territorio che come Sindaci siamo chiamati a rappresentare. Se non si applicassero gli aumenti si ridurrebbero gli investimenti soltanto di 4 milioni e mezzo rispetto ai 90 milioni prospettati. Inoltre, l’ammontare degli investimenti realizzati nell’ambito del Sistema Idrico Integrato in questi anni, confrontato con quelli programmati, mette in evidenza che le risorse aggiuntive date dagli aumenti non sono spiegabili: ciò in quanto fino ad ora l’unico risultato certo è che parte del denaro non utilizzato sarà trasformato in tasse che la società paga.

4. Siamo inoltre alla vigilia della stesura definitiva del NEXT GENERATION EU: quale migliore investimento per le prossime generazioni se non il servizio idrico integrato? La categoria dei Sindaci non può solo rappresentare l’ultimo anello della catena di comando, chiamata solo a ratificare le decisioni prese altrove.

L’acqua deve tornare ad essere l’interesse principale per le politiche di sviluppo dei nostri territori. E’ fondamentale quindi agire subito affinché il piano degli investimenti inserito nel piano d’ambito possa trovare finanziamento attraverso i contributi provenienti dallo Stato e non direttamente chiedendo sempre di più ai cittadini.

Fabio Chindamo – Sindaco di Bulgarograsso
Ettore Pelucchi – Sindaco di Ponte Lambro
Carlo Ballabio – Sindaco di Albese con Cassano

https://comozero.it/attualita/tariffe-como-acqua-caprani-stronca-i-3-sindaci-propaganda-vana-artificiosa-e-luoghi-comuni/

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5 Commenti

  1. Como acqua guardano gli alti costi della classe dirigenziale con un opportuno taglio dei lauti compensi dei capoccia si eviterebbero gli aumenti visto il periodo critico x tutti…. il costo del acqua sta raggiungendo cifre esagerate per molte famiglie e in molti comuni che hanno le sorgenti in quota e non hanno elevati costi di energia elettrica x il sollevamento si ritrovano a pagare come se li avessero pazzesco….

  2. Perché non posso scegliere il gestore come avviene per gas, telefono e corrente?
    Solo diritti sulla carta ma qui solo dovere di pagare e accettare con le mani dietro la schiena…

  3. gli altri sindaci dove sono? Vogliamo anche parlare della contaminazione da e. coli di Valmorea? E degli aumenti ingiustificati che sono già stati applicati?

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