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Como, al mitico Birrivico si parla di referendum. “Appuntamento il 1 marzo per capire cosa andremo a votare”

“Decidi tu ma consapevolmente”. Sotto l’insegna di questo slogan semplice e diretto, il mitico Birrivico di via Borgovico vecchia, ha deciso di organizzare un incontro su un tema di strettissima attualità: il prossimo referendum costituzionale confermativo del 22-23 Marzo. La volontà degli organizzatori è infatti proprio quella di offrire un ampio sguardo, senza alcun tipo di preclusione, su quanto si andrà a votare tra poco più di tre settimane. L’appuntamento è fissato domenica 1 marzo dalle ore 15.30 alle 17.30.

“Lo spunto arriva dalle tante persone che ho sentito ragionare su questo tema – dice Tonino de Falco, il proprietario – mi sono accorto della grande confusione che circonda il referendum. Da qui la volontà di fornire informazioni basilari e chiare per poter arrivare preparati alle urne. Anche perché ascoltando il dibattito in corso ciò che emerge è come sia diventato esclusivamente un tema di scontro politico”. E così è stato formato l’elenco degli ospiti “equamente suddiviso per chi è a favore del si e chi del no, per dare voce in maniera civile ed educata ai due fronti opposti. Visti i pochi posti, se qualcuno volesse essere sicuro di poter partecipare, è consigliabile prenotare chiamando al numero 366 353 0728, oppure scrivendo un messaggio su WhatsApp allo stesso numero”

Questi gli ospiti: Carlo Cecchetti (presidente della sezione penale del Tribunale di Como), l’avvocato Davide Giudici (presidente della Camera penale di Como e Lecco), l’avvocato Edoardo Pacia (penalista del Foro di Como), e Paolo Moretti (giornalista della Provincia di Como).

locandina Birrivico
locandina Birrivico

Che tipo di referendum è?
Non si tratta di un referendum abrogativo. Qui non si cancella una legge esistente, ma si decide se una modifica della Costituzione debba entrare in vigore oppure no. Non è previsto quorum. Conta solo la maggioranza dei voti validi.

Cosa cambia con la separazione delle carriere?
Il punto centrale della riforma è la distinzione formale tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. Restano entrambi parte di un ordine autonomo e indipendente, ma seguono percorsi professionali separati. Non condividono più gli stessi organi di autogoverno, pur mantenendo le garanzie costituzionali di autonomia.

Perché due Consigli Superiori della magistratura?
La riforma prevede la nascita di due Consigli Superiori della magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Ognuno gestisce nomine, valutazioni e carriere dei magistrati della propria area.

Cos’è la nuova Corte disciplinare?
Un’altra novità rilevante è l’istituzione di una Corte disciplinare di rango costituzionale. Questo organo si occuperà dei procedimenti disciplinari, sottraendo tale competenza ai Consigli Superiori. Secondo il legislatore, la separazione tra governo delle carriere e responsabilità disciplinare dovrebbe aumentare trasparenza e imparzialità.

Come funziona il sorteggio?
Il tema più discusso è il ricorso al sorteggio per la scelta dei componenti degli organi di autogoverno. Al posto del voto, la selezione casuale dovrebbe ridurre il peso delle correnti interne alla magistratura. I sostenitori parlano di uno strumento per spezzare assetti consolidati. I critici temono invece una riduzione della rappresentanza e della responsabilità democratica.

Cosa significa votare ?
Votare SÌ vuol dire approvare l’intera riforma costituzionale. La separazione delle carriere, i due Consigli Superiori, la Corte disciplinare e il nuovo sistema di selezione entreranno in vigore, dopo l’approvazione delle leggi di attuazione necessarie. Non ci saranno effetti immediati sui processi.

Cosa significa votare NO?
Votare NO comporta il mantenimento dell’assetto attuale. Magistratura unitaria, un solo Consiglio Superiore e nessuna modifica costituzionale. Il Parlamento potrà comunque intervenire con leggi ordinarie, ma ogni ipotesi di separazione delle carriere richiederebbe un nuovo iter di revisione della Costituzione.

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