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Attualità, Cronaca

Como, autisti dei bus aggrediti, i sindacati minacciano lo sciopero: “Interventi immediati o stop al servizio”

Il tema delicato delle recenti aggressioni agli autisti di Asf, potrebbe riservare entro breve ulteriori novità (qui i fatti recenti e l’appello al prefetto di Como). A partire dalla proclamazione di uno sciopero già nei prossimi giorni. Questa mattina infatti i sindacati, dopo l’invio della lettera in cui si spiegava al rappresentante del Governo la situazione, si sono nuovamente riuniti per fare il punto della situazione.

Si parla di almeno tre episodi (legati a verifica del green pass, dell’uso corretto della mascherina o più semplicemente del biglietto) accaduti nelle ultime settimane ai danni di autisti e controllori. In queste ore stanno emergendo altri racconti di colleghi finiti in situazioni se non di violenza diretta comunque di fortissimo disagio.

E l’intenzione è a breve – probabilmente già domani martedì 15 febbraio – di avviare le procedure di raffreddamento. Ovvero far presente l’intenzione all’azienda di volere, laddove non si provvedesse ad organizzare un incontro dove trattare concretamente il problema, “indire uno sciopero. Queste procedure durano dai 5 ai 10 giorni massimo. Subito dopo, se nulla dovesse accadere, dalla sera alla mattina, visto che si sta parlando di aggressioni agli autisti, si potrà proclamare lo sciopero”. A parlare è  Giovanni Riccardi, Filt Cgil Trasporti.

“Ovviamente ci dispiace per il disservizio che si potrà venire a creare ma la situazione per gli autisti si sta facendo sempre più tesa e visto che non abbiamo ancora avuto segnali dai soggetti interpellati, non possiamo che muoverci in questa direzione”, spiega Riccardi. Anche perché l’analisi dei casi che si stanno susseguendo ha “purtroppo messo in luce che non si tratta di un problema circoscritto solo a una zona. Se così fosse ci si potrebbe concentrare sul singolo problema e intervenire. Purtroppo le segnalazioni arrivano da più parti del territorio. Da Como a Erba, fino a Menaggio e Cantù. Necessario un intervento, a partire magari, come deterrente, dall’installazione sui mezzi delle telecamere”. I prossimi giorni dunque saranno  decisivi per capire come si svilupperà la questione.

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