Eh, qui è dura. Sì, certo, il titolo è forte, forse persino troppo forte. I casi di coscienza sono altri, l’obiezione ci sta. Ma l’obiettivo spero, speriamo, sia chiaro: non è stupire “aggratis” ma porre il dilemma aperto ai nostri lettori. Perché questo artista oggettivamente un dilemma lo pone.
Andiamo per ordine.
Con il nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico recentemente approvato in Comune (non è la stessa cosa dell’altro dibattutissimo regolamento di polizia urbana, per evitare equivoci, anche se la sostanza è la stessa) l’utilizzo di casse, microfoni e amplificatori per gli artisti di strada è rigorosamente vietato in tutto il centro.
Quindi, il musicista in azione, con tutta quell’attrezzatura in funzione e una vendita di propri cd (“il prezzo lo fai tu”) tra piazza Boldoni e via Luini, a rigor di norma, è assolutamente nel campo dell’irregolarità sanzionabile dai vigili.

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Nello stesso tempo, la performance dell’artista in questione è chiaramente di un livello superiore rispetto a quello di altri strimpellatori, comprensibilmente criticati e meno graditi. Qui sotto, un video-prova.
E infatti che il “nostro chitarrista” fosse apprezzato da grandi e piccini, lo dimostra anche la piccola folla attorno a lui e l’evidente apprezzamento. E qui subentra il secondo problema.

Come noto, infatti, per gli artisti di strada il Comune di Como ha (per la verità, finora, avrebbe) istituito anche un Albo e in teoria una Commissione specifica che potrebbe giudicare, quindi promuovere o bocciare a propri, le esibizioni proposte.
Era la famosa proposta della lista Rapinese che testualmente diceva così: “L’esercizio dell’arte di strada è consentito previa autorizzazione da una commissione composta da almeno 5 esponenti del mondo della cultura comasca che si esprimerà nel rispetto di apposito regolamento che il consiglio comunale approverà entro 12 mesi dall’entrata in vigore del presente”.
L’interrogativo è dunque semplice: cosa avrebbe deciso la commissione comunale in questo caso?
Intanto, a stoppare l’esibizione oggi – da regolamento – è arrivato un vigile.

L’agente ha fatto spegnere casse e amplificazione, con inviti inflessibili ma a dire il vero con toni molto comprensivi e dialoganti, senza alcun eccesso di zelo e senza multa. Eppure, a dispetto di un operato impeccabile, con quache cenno di delusione tra gli spettatori evidente.
Il caso, dunque, nel suo complesso e con tutte le sue sfaccettature che offre, resta aperto a ogni giudizio. Ognuno dia il suo.