L’invito precauzionale dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera è, in caso di sintomi sospetti o di recenti contatti con persone positive al coronavirus, di non presentarsi al pronto soccorso ma di chiamare il 112 (che invierà una squadra a effettuare i debiti tamponi).

Il risultato è che oggi i pronto soccorso dei due principali ospedali cittadini, Sant’Anna e Valduce, sono deserti. Sedie vuote e tabelloni che indicano un numero quasi inesistente di pazienti in attesa di essere visitati.

Tutti a casa nel dubbio di essere vittime del contagio? O più semplicemente paura di venire a contatto con il virus proprio in ospedale con un conseguente “ridimensionamento” delle emergenze che, in altri momenti, avrebbero spinto a correre senza riflettere al pronto soccorso più vicino?

Un dubbio che, a emergenza conclusa, dovrebbe far riflettere. Per ora limitiamoci a constatare questa situazione inusuale per gli ospedali, abituati ad un affollamento quasi costante.
Contattato, l’ufficio stampa di Ats Lariana conferma le impressioni, pur non riuscendo ancora a fornire dati numerici: “E’ stato registrato un calo anche nei nostri ospedali”, è il commento accompagnato dall’immagine del tabellone del pronto soccorso pediatrico. Impossibile invece, per ora, contattare un portavoce dell’ospedale Valduce, ma le foto parlano da sé.

Nel frattempo sono in distribuzione negli ospedali mascherine specifiche per proteggere gli operatori, mentre nei negozi e nei supermercati Amuchina e mascherine sono ormai quasi introvabili.
