“Cosa sta succedendo nell’area più pregiata della città, quella compresa tra i Giardini a Lago e la passeggiata Gelpi?”. A chiederselo è il Partito Popolare del Nord che denuncia “mancanza di trasparenza e il rischio concreto di una progressiva privatizzazione di spazi e strutture che appartengono a tutti i comaschi, nel silenzio generale”.
L’accento viene messo sul fatto che si tratti di un’area di straordinario interesse pubblico che non “può essere gestita per annunci, frammenti di progetto e decisioni scollegate tra loro”.
Questa la premessa cui segue poi un’analisi dei fatti degli ultimi anni. “Si parte con la situazione della Scuola Corridoni. L’unica certezza che è emersa è la volontà di destinare quell’area a un autosilo a servizio dello stadio Sinigaglia. Lo sfratto dello Yacht Club Como. Una società storica dal 1925, che ha fatto la storia dello sport lariano organizzando la “Centomiglia del Lario” dal 1949. Anche qui non i sa cosa ne sarà di questo spazio. La canottieri Lario a rischio. Lo stabile che la ospita è stato inserito nell’elenco dei beni comunali candidabili a partenariato pubblico-privato. Parliamo di una società che ha portato atleti comaschi alle Olimpiadi e ha conquistato ben 27 medaglie Mondiali. Sport dilettantistico puro, che forma generazioni di giovani comaschi. I Giardini a Lago; un cantiere infinito. Lavori iniziati il 12 giugno 2023, ma ad oggi nessuno sa a che punto siano, quando finiranno e, soprattutto, quale sia il progetto complessivo dell’Amministrazione per quell’area”.
Di fronte a questa confusione “la preoccupazione è legittima. Chiediamo al Sindaco una parola di chiarezza, una volta per tutte. Se il vero nodo è il Calcio Como e il progetto per lo stadio Sinigaglia, lo si dica apertamente ai cittadini. Nessuno mette in discussione l’importanza del Calcio Como, ma non può prevaricare e cancellare società storiche che per decenni hanno dato lustro alla nostra città. Se tutto ruota attorno allo stadio, i comaschi hanno il diritto di saperlo”, spiegano.
E allora, con una provocazione che rende l’idea “perché non portare direttamente lo stadio a Villa Erba? Lì c’è già l’autosilo, la villa per i ricevimenti e anche lo spazio per la marina degli Uber Boat. La provocazione serve a porre una domanda serissima: qual è il progetto per questa parte di città? Infine, un richiamo politico. Questa Amministrazione è stata eletta con un consenso molto limitato rispetto all’intero corpo elettorale. Non discutiamo la legittimità del voto, le regole democratiche vanno rispettate. Ma proprio quando il consenso è così contenuto, la trasparenza, l’ascolto e la condivisione non sono un optional: sono un dovere. Non si amministra un patrimonio pubblico così importante con decisioni calate dall’alto. Non è il cortile di casa del Sindaco. È il patrimonio di tutti i comaschi”, conclude Luciano Grammatica, Partito Popolare del Nord – Como
