Tariffa “vulcano”, posti gialli per residenti e stalli blu. Il tema parcheggi (qui le cronache recenti), nelle ultime settimane è balzato al centro delle cronache cittadine suscitando reazioni, commenti e forti perplessità.
E c’è chi, pur trovando in recenti dichiarazioni del Sindaco alcuni principi ”anche condivisibili — come l’idea di trasformare Viale Geno in ZTL”, si pone seri interrogativi sull’intera operazione.
“Perché non mette in atto tali decisioni e soprattutto, perché nel frattempo compie scelte che vanno nella direzione opposta, trasformando la via in un parcheggio ad alta rotazione H24”, si domanda Elisabetta Patelli Portavoce regionale Europa Verde.
E sempre lei si spinge oltre dicendo come l’aumento delle tariffe in centro possa anche essere uno strumento corretto per favorire una migliore rotazione, evidenziando però come tutto ciò potrebbe anche funzionare solo se “venisse accompagnato da due condizioni essenziali: la certezza della sosta per i residenti, con posti dedicati e tutelati e soluzioni reali per i pendolari, con parcheggi di interscambio e collegamenti rapidi”, spiega Patelli. Altrimenti invece che generare ordine si rischia un “Far West della sosta, dove a rimetterci sono i residenti, che la Giunta dichiara di voler proteggere e i pendolari, totalmente assenti dalla pianificazione”.
Da qui l’analisi della Patelli scende nel dettaglio. Ecco cosa viene evidenziato:
Capire chi usa la città è fondamentale. In una città come Como non si possono mettere in competizione categorie di utenti che hanno esigenze completamente diverse:
– Residenti → necessitano stabilità, soprattutto nel tardo pomeriggio e la sera.
– Pendolari → hanno bisogno di sosta lunga vicino ai nodi di trasporto.
– Sosta breve → genera un turnover continuo.
– Turisti → arrivano a picchi, spesso nelle aree più fragili.
Se questi flussi non vengono gestiti in modo differenziato, il risultato è un disastro annunciato.
Forzare la sosta breve in quartieri residenziali, in zone di pregio ambientale o vicine alle stazioni produce effetti immediati e negativi:
– più rotazione → più traffico ovunque, perché attira nuovi veicoli;
– meno posti per i residenti, costretti a girare per minuti o ore;
– zero spazio per i pendolari, che vengono spinti lontano con ricadute sociali e lavorative;
– aumento di stress, rumore, congestione e inquinamento;
– un quartiere che da luogo abitato diventa luogo consumato, con perdita di identità e qualità della vita.
Situazioni pericolose e assurde: il caso di viale Rosselli
La nuova impostazione rischia di creare situazioni al limite dell’assurdo e della pericolosità. Un esempio evidente è viale Rosselli, dove:
– i parcheggi sono già pochissimi;
– gli attuali stalli gialli verranno sostituiti dalla tariffazione “Vulcano” a rotazione rapida;
– gli spazi a spina di pesce si trovano incastrati tra gli alberi del viale, con manovre difficili e arretrate;
– l’uscita delle auto sfocia direttamente sul marciapiede, che è area di passaggio continuo per pedoni e ciclisti.
È un mix che aumenta il rischio di incidenti, aggrava la congestione locale e peggiora drasticamente la vivibilità della zona.
In conclusione:
La priorità deve essere una sola e cristallina: Serve una pianificazione che distingua i flussi e non li metta in competizione, mettendo al centro il benessere di chi la città la vive ogni giorno: i residenti. Serve una Como pensata per essere abitata, non consumata.
Elisabetta Patelli, Portavoce regionale Europa Verde