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Como e la rivoluzione parcheggi: “Zero confronto e nessuna risposta alle proposte. Il Tar? In stand-by”

La rivoluzione dei parcheggi, le nuove tariffe e il piano della sosta nel suo complesso stanno rapidamente prendendo corpo in tutta la città.

Decisione molto contestata che ancora una volta sottolinea “come ci sia stata assoluta mancanza di comunicazione tra la città, le associazioni e i vari portatori di interesse da una parte e questa giunta chiusa in Comune. Hanno comunicato quanto volevano fare, la data di inizio dei lavori e ora ecco che stanno realizzando quanto previsto. Altra occasione persa di confronto”. A parlare è l’avvocato Mario Lavatelli, presidente di Acus (associazione civica utenti della strada).

La stessa associazione a inizio dicembre, quando si era nel momento più caldo della discussione sul nuovo piano della sosta, aveva annunciato un possibile ricorso al tar. “Stiamo raccogliendo le adesioni. Anche per avere un supporto economico all’eventuale causa. Attualmente siamo in stand by. Il nostro primo obiettivo non è infatti quello di fare ricorsi ma di confrontarsi e chiarire aspetti per noi non idonei”, spiega Lavatelli.

“Certo è che adesso con la rivoluzione che si sta concretizzando saranno sempre di più le persone che, toccati direttamente dai cambiamenti, si renderanno conto di come sia un piano privo di una visione d’insieme”.

Sempre Acus aveva immediatamente fatto avere alla giunta, dopo la presentazione delle novità, un documento con sottolineate tutte quelle che “a nostro avviso apparivano come delle criticità e su cui sarebbe stato utile per tutti potersi confrontare. Inutile dire che da Palazzo Cernezzi non è mai arrivata una risposta a questa nostra sollecitazione sotto forma di documento scritto. Non che ci sperassimo visto che manca proprio la comunicazione”, aggiunge Lavatelli.

Intanto in futuro “non è escluso che oltre al nostro ricorso, qualora si concretizzasse, non possano anche esserci altre associazioni interessate ad agire. Così come anche i ricorsi di singole persone. Visto che tale delibera è per noi discutibile, può anche capitare che un individuo, dopo aver preso una multa, decida di chiedere al giudice ordinario di disapplicare la delibera in questione. Già in passato abbiano avuto un caso simile”.

In conclusione viene ribadita la necessità di “maggior dialogo su temi così importanti per la città. Oltre alla necessità, a mio avviso, di elaborare un piano urbano dei parcheggi ad hoc. Come non è stato fatto. Anzi mi fa veramente riflettere anche un ultimo aspetto. Ovvero che in certi casi si vada a intervenire anche su situazioni ormai consolidate da tempo. Abitudini che vengono cancellate. Penso, ad esempio, alla decisione di eliminare anche tutti i posti per le moto degli studenti davanti al liceo classico Volta“.

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