Per primo era stato Nini Binda a ricordare che a Como non andavano difesi solamente i ciliegi di via XX Settembre (salvati tra ieri e oggi da Soprintendenza e Tar): L’ira del Nini per gli altri ciliegi: “Scempio ai giardini a lago. La battery? Un obbrobrio e Como sta muta”.
Oggi è il Partito Democratico a riportare al centro la questione dei ciliegi abbattuti in viale Marconi, il cannocchiale del Tempio Voltiano. Si legge in una Nota:
La decisione della Soprintendenza, che ha salvato i ciliegi di Via XX Settembre riconoscendone il valore storico, paesaggistico e identitario, deve richiamare l’attenzione su un analogo tema che riguarda un altro importante luogo della città: i giardini a lago, che da anni sono oggetto di un intervento da parte dell’amministrazione comunale.
E’ importante ricordare che il progetto di riqualificazione prevedeva il mantenimento dei due filari di ciliegi presenti da decenni in Viale Marconi, che costituisce il cannocchiale visivo sul Tempio Voltiano unitamente ed in prosecuzione di Viale Cavallotti dove sono infatti presenti due filari sempre di ciliegi. Nel progetto era quindi prevista solo la piantumazione di nuovi ciliegi in sostituzione di quelli mancanti che nel tempo era stati tagliati, per ricostituire così integralmente i due filari. Improvvisamente, nei mesi scorsi, con generiche motivazioni, sono stati invece abbattuti tutti i ciliegi che erano ancora presenti in Viale Marconi.

Dopo il taglio non si è saputo più nulla delle intenzioni dell’amministrazione di Rapinese. Interpellato il Comune su quale sarà il futuro del cannocchiale visivo sul Tempio Voltiano, e soprattutto dei due filari di Viale Marconi, ci è staro risposto che quanto richiesto riguarda una variante ancora in corso di definizione. Ad oggi quindi non si conosce ancora quale sarà la decisione del Comune.
E’ necessario però che vengano ripristinate integralmente le originarie alberature di Viale Marconi, oltre che per il loro valore identitario, anche per garantire la continuità con le piante presenti in Viale Cavallotti. Ed è anche necessario che il Comune intervenga in Viale Cavallotti reintegrando nei due filari le numerose piante di ciliegio tagliate nel corso negli anni, conservando così quella che è una caratteristica specifica del luogo. Nasce una domanda: quale è allora il vero motivo per aver cambiato un progetto già deciso e in corso di realizzazione?
L’amore per la città richiede una cura degli spazi che sia accompagnata da un’attenta lettura dei luoghi, compresi i loro caratteri storici.
Stefano Legnani
Patrizia Lissi