Non finisce di avere appendici e strascichi la puntata di Etg+ Sindaco andata in onda ieri sera su Etv (la trovate completa qui). I primi due passaggi sono stati questi:
- Como, sui grandi temi Rapinese sbotta in diretta Etv: “Lei sostiene che io sia un cretino?”. Cos’è successo
- Rapinese diffonde il video: “I ciliegi hanno rotto i co…..i”. E Gaddi: “Vuole la battaglia. E combattiamo”
Partendo proprio dal secondo c’è una nuova reazione con nota del comitato di cittadini che si è opposto all’abbattimento (qui tutte le cronache).
Durante la diretta il sindaco Rapinese ha anche detto: “Sui ciliegi io non ho niente da dire anche perché come ho risposto a tutti quelli che mi hanno convocato ad un tavolo tecnico (in Regione, Ndr), ci manca solo che mi metto a fare l’agronomo e poi ho finito. Io non sono un tecnico, per quanto mi riguarda se mi avessero chiesto un anno fa che pianta ci fosse in via XX Settembre probabilmente avrei risposto ‘un cactus’. Nel senso, non è il mio lavoro, non lo so, c’ho il pollice nero. Mi hanno regalato una volta un cactus, son riuscito a farlo morire perché m’han detto andava tenuto in un altro modo, di conseguenza davvero per quanto mi riguarda un ciliegio, un melo, un pero è uguale. Devo dire che, francamente, il Comune di Como non si è ancora espresso. Cioè, noi abbiamo subìto dei provvedimenti inaudita altera parte (locuzione latina ricorrente in giurisprudenza: senza aver sentito l’altra parte, Ndr). Cioè, chi ha deciso a me non m’ha mica sentito dalla Giustizia, era talmente urgente che non mi hanno coinvolto. Avevano detto che depositavano un ricorso quelli del Comitato, hanno fatto passare quindici giorni senza depositarlo, stanno perdendo tempo apposta”.

Sottolinea la conduttrice e giornalista Anna Campaniello: “Poi è arrivato, c’è quest’udienza il cinque febbraio”. Rapinese: “No, no, no, mi scusi, diciamo le cose come stanno. Cioè questi sono andati a disturbare il presidente del Tar, gli hanno detto ‘heyyy, guarda che noi adesso depositiamo un ricorso’. Il presidente del Tar gli crede perché dice ‘va bene, se è così importante’. Fan passare i tempi e non depositano neanche l’atto. Se fossi io il presidente del Tar, sarei estremamente innervosito. Comunque, il cinque febbraio finalmente il Comune di Como potrà dire che la perizia è stata di un tecnico, non piace il tecnico? Questo c’era, son tutti più bravi dopo, come tutti allenatori, quando son fuori son tutti allenatori. Il sindaco mi pare abbastanza evidente non sappia che cos’è un ciliegio, non sappia cos’è un pero. Quando ho detto ‘allora spendiamo un po’ di soldi per rifare le piante della città’ hanno fatto il giro della città in lungo e in largo, hanno indicato delle priorità dove abbiamo messo soldi veri… Ah, a proposito, una notizia per Espansione Tv, oltre ai 4mila euro dell’altra volta, questa volta sono altri 7mila euro che ci costa questo scherzetto perché dovremo mettere a dimora i peri nell’attesa che succeda qualcosa. Siamo già a due, prima un ricorso che non depositano e io devo mandare via l’azienda (la Peverelli, incaricata del taglio, Ndr) e ci costa 4mila e 700 euro, oggi mi vengono a dire che per tenere in vita quei peri (sostituti dei ciliegi, Ndr) in attesa del cinque di febbraio ho bisogno di 7mila euro e ce li pagheremo ancora noi. Tutto questo per cosa? Per me i peri sono come un ponte, se mi chiedessero ‘cambia quel ponte’ ma mica sono un ingegnere, come non sono un agronomo. Quindi, chiarito sui peri, adesso continuate a scherzare Comitato. 4 e rotti li abbiamo spesi per le riserve dell’impresa, adesso altri 7mila per tenere quei peri in vita, perché c’è un contratto, sono stati comprati. E, tra l’altro, tutti questi fenomeni che vanno al Tar, perché non sono andati al Tar contro la mia delibera (quella degli abbattimenti delle piante, Ndr) e l’han fatta passare? Non se ne sono neanche accorti. Quando abbiamo tagliato altre piante niente, c’era l’occasione per fare la polemica”.

Campaniello: “Aspettiamo l’udienza”. Il sindaco: “Tutti fanno i fenomeni ma vorrei vedere chi, al posto mio, va a cambiare un appalto pubblico, sa cos’è un appalto pubblico? Un lavoro fatto sulla base di una perizia, fatto su uno stanziamento del consiglio comunale e della giunta, quindi il consiglio comunale dice alla giunta ‘ti do questi soldi per gestire la città’, la giunta dà un mandato a un agronomo che fa il giro di tutta la città, certifica pianta per pianta, sono almeno 31 quelle ammalorate, è nella perizia poi non sono di certo io…Mi dice 31 benissimo, procede, stanziamo i soldi per poterlo fare e questi si svegliano quando? Alla mattina che c’è il cartello (per il primo taglio programmato poi come noto saltato, Ndr), ma si rende conto? C’era una delibera di giunta, se volevano impugnare quella non avrebbero fatto danni e avremmo tutti apprezzato e avremmo iniziato a discutere. Non se ne sono neanche accorti. Stanno trasformando in politico qualcosa che di politico non è, perché a me se mi cambiano il pero col ciliegio non me ne frega una mazza. Il fatto è che c’è un perito che ha detto questo, gli uffici hanno detto sì, eccetera… E allora mettete questo (il pero, Ndr) ma a me davvero, sinceramente, lei crede che mi interessi il ciliegio o il pero?”
Intervento lunghissimo di quasi cinque minuti che abbiamo trascritto letteralmente. Perché? Non per masochismo il sabato sera ma per dare conto in modo completo delle parole dette vista la nota arrivata oggi dal Comitato nato in difesa dei ciliegi. Eccola:
Le minacce del sindaco rispetto ai costi sono una forma di intimidazione che preoccupa, ma che non stupisce. In realtà, il vero danno economico ben più rilevante e valutato in oltre 300 mila euro, è quello che deriverebbe dal taglio di alberi sani, come quantificato dalla nostra perizia.
Per quanto riguarda le riserve che il Sindaco sostiene siano state avanzate dall’impresa Peverelli, è ovvio che il comitato non possa interferire nei rapporti contrattuali tra il Comune e l’azienda. Ma in ogni caso è difficile credere che una realtà così importante non possa trovare alternative per il posizionamento dei peri, che potrebbero trovare dimora in altre zone spoglie di Como.
Piuttosto, siamo convinti che se Peverelli volesse trovare un accordo con il Comune per salvare i ciliegi avrebbe il plauso dell’intera città, a fronte di un minimo sforzo. Infine, se proprio dobbiamo parlare di costi, invitiamo il sindaco a riflettere sulle spese legali che i cittadini sono costretti a pagare per le innumerevoli cause perse dal Comune.
Per approfondire
Ciliegi, esultano i cittadini: Tar e Soprintendenza hanno bloccato i tagli