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Como, il Rugby sul caso Belvedere: “Spiace vedere certe immagini ma siamo fiduciosi sulla fine dei lavori”

Le immagini evidenti del degrado imperante nell’area di via Belvedere, dove sorgerà la cittadella del rugby e dello sport hanno suscitato incredulità e preoccupazione.

Dopo la pubblicazione delle foto arrivate in redazione, subito in tanti si sono posti dei dubbi sul futuro del maxi progetto del quale si sono conclusi, il primo agosto del 2025, i lavori del primo lotto.

Abbiamo allora voluto sentire cosa ne pensa il presidente del rugby Como Michele Cerbo. “Certo, le foto non sono belle ma abbiamo comunque fiducia che il progetto possa essere ultimato entro i termini previsti, entro la fine del 2026. Ci è stata promessa la chiusura degli interventi per allora e vogliamo credere che terranno fede all’impegno”.

E le immagini di rifiuti, degrado e recinzioni divelte, seppur deprecabili purtroppo “non sono sorprendenti. Anche in passato spesso accadeva che ci fossero persone che rompevano le recinzioni per entrare e bivaccare nel centro. Spesso è accaduto, tanto che avevamo anche fatto due denunce per incursione e furto. Certo sono situazioni brutte e ingestibili ma purtroppo non nuove”, spiega Cerbo.

Il primo lotto da complessivi 996mila euro totali (776mila Pnrr), di cui spesi in lavori 732mila, per la nuova cittadella del rugby di Como, dal punto di vista tecnico è effettivamente concluso; e il Comune lo ha ufficializzato con il certificato di regolare esecuzione del 2 aprile scorso.

Sullo sfondo poi, come noto, è piovuta la tegola dell’Autorità nazionale anticorruzione che – in estrema sintesi – ha bocciato l’affidamento diretto dell’appalto da parte dell’amministrazione, ritenendo che la società beneficiaria non ne avesse i titoli necessari (poiché non ritenuta né una società sportiva che già usava il campo, né un’associazione senza fini di lucro).

Nel frattempo il rugby ha trovato casa a Lazzago: “Abbiamo infatti a disposizione gli spazi della Ardisci a noi congeniali. Certo per noi casa è al Belvedere e speriamo di poterci tornare nei termini previsti anche perché sicuramente anche altre società avranno bisogno dei nuovi spazi che saranno creati grazie alla cittadella” conclude il presidente.

 

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