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Attualità, Cronaca

Como, nella piazza di lusso dove spuntano i coltelli: “Vivere qui di giorno è bello ma quando cala la sera abbiamo paura”

Risse, liti e scontri in mezzo alle persone. Armi che spuntano da sotto i vestiti e feriti soccorsi a ogni ora della notte. Turisti spesso vittime di furti e una generale sensazione di insicurezza, soprattutto quando scende la sera.

Tutto questo accade sempre più spesso in piazza Volta e nelle strade adiacenti, da via Garibaldi alle vie Grassi e Rubini (qui tutte le cronache). Proprio da questa centralissima e turistica zona di Como arrivano, ciclicamente, notizie di cronaca, della peggiore. L’ultimo fatto di sangue risale a soli pochi giorni fa quando un ragazzo di 19 anni è stato accoltellato in mezzo alla piazza. Il giovane è stato poi ricoverato all’ospedale Sant’Anna in gravi condizioni e la polizia è impegnata nella caccia ai responsabili.

Una violenza che sembra essere scattata al culmine di una lite improvvisa, scoppiata in mezzo a tanta gente, con le urla strazianti della vittima che hanno immediatamente attirato l’attenzione. Una zona – purtroppo come altre della città anche se non così centrali – sempre più controllata e presidiata dalle forze dell’ordine, pronte a intervenire per simili fatti che però turbano la serenità dei residenti. E proprio per cercare di capire come si vive in quella che dovrebbe essere una delle aree più esclusive di Como, nonostante sia spesso teatro di violenze, abbiamo parlato con due residenti che abitano nella parte conclusiva di via Garibaldi al confine con piazza Volta.

“Quello che chiediamo è di poter tornare alla normalità. Non è possibile avere timore di rientrare la sera dopo essere andati a mangiare una pizza o dover avere mille occhi se la nostra bambina chiede di potersi fare un giro in bicicletta in piazza”, ci raccontano Emilio e Tricia. La coppia, con una bimba, vive in questa via ormai da 7 anni e il primo elemento che è subito balzato ai loro occhi è un radicale cambiamento.

“Fino a prima del Covid la zona era sicuramente molto più tranquilla. Capitava, ovviamente, che ci potessero essere gruppetti di giovani che magari facevano un po’ di confusione e poco altro – racconta Emilio – chi non lo ha fatto da ragazzo. La vera trasformazione l’ho notata da dopo la pandemia. Si sono iniziati a formare gruppi anche molto numerosi, fino a 30 ragazzi, che si ritrovano nelle vie adiacenti e magari bivaccano seduti ai tavolini lasciati fuori da alcuni locali, una volta chiusi”.

Ma i dettagli che hanno evidenziato una sostanziale differenza con il passato sono anche altri. “Quello che noi abbiamo notato è che ci sono anche movimenti strani. Ovviamente non è compito mio dirlo, spetta al lavoro delle forze dell’ordine, ma a me pare concreta anche la possibilità che si spacci. Ripeto non sta a me dirlo ma per noi che qui ci viviamo, a volte certe dinamiche appaiono abbastanza evidenti. Ma soprattutto va detto che la piazza e le vie limitrofe sono più che altro un luogo di ritrovo. Difficile che questi ragazzi, anche molto giovani, siano qui per bere un cocktail. In piazza ci sono bar dove l’aperitivo ha il suo costo e se il turista può tranquillamente permetterselo, non è lo stesso per questi gruppetti di giovanissimi. Ecco perché secondo noi arrivano qui con altri fini e perché è essenzialmente un luogo di ritrovo”. Qualunque sia la motivazione la convivenza è sempre più difficile.

“Noi abitiamo al primo piano di un palazzo. E nel nostro condominio esiste un androne (già proprietà privata) che conduce a un primo cancello, aperto il quale c’è uno spazio condominiale dove mettere le bici e i bidoni della spazzatura e poi c’è un secondo portoncino che porta ai piani. Ebbene, molto spesso ci troviamo con questi ragazzi nell’androne, seduti al buio. A volte in passato è anche capitato che alcuni rimanessero bloccati – non si sa perché o come – tra il primo e il secondo portoncino. Io stesso sono sceso è li ho trovati. Insomma, non è una situazione piacevole, anzi a volte può essere anche rischioso. Non si può andare avanti così”.

Anche perché, con amarezza Emilio e Tricia sono chiari nel sottolineare come “prima vivere in piazza Volta, in via Garibaldi, insomma in questa area di pregio era un plus indiscutibile. E lo è ancora, però di giorno. Quando scende la sera diventa un malus. Dover fare i conti, ogni week end, con schiamazzi, urla, minor sicurezza, senza parlare dei fatti violenti come l’ultimo accaduto solo pochi giorni fa è dura. C’è chi, per cercare di ovviare a simili situazioni di rischio aveva pensato, mi riferisco agli abitanti di un codominio della zona, di installare ulteriori mezzi di sicurezza per il proprio palazzo andando addirittura a spendere 20mila euro. Cosa che poi non si è più fatta ma noi sinceramente non vogliamo dover pagare per essere sicuri a casa nostra. Noi chiediamo maggiori controlli e una presenza costante delle forze dell’ordine che immaginiamo abbiano ben presente la situazione esistente. Siamo certi che abbiano un quadro complessivo di quanto accade qui e di come le presenze che qui bazzicano siano cambiate rispetto a qualche ragazzino rumoroso”.

Sia Emilio che Tricia – e non sono i soli – più volte hanno chiamato la polizia. “Abbiamo segnalato ripetutamente situazioni di rischio e richiesto il loro intervento in diverse occasioni. A volte arrivano, a volte tardano. Ma il reale problema è che mi auguro siano coscienti di quanto sta accadendo, non vorrei che non avessero intercettato questo cambiamento che, a mio avviso, è in corso per quanto riguarda i frequentatori della zona e soprattutto i loro fini. Non si tratta più solo di qualche ragazzotto ubriaco che ha voglia di tirar tardi”. Più controlli, dunque, e maggior presenza delle forze dell’ordine perché, conclude categorico Emilio “non voglio che mia figlia, di ritorno dalla pizzeria, una volta arrivati quasi sotto casa, mi dica di fare in fretta ad aprire il portone perché non si sente sicura”. E proprio la sicurezza in questa zona è nuovamente e inevitabilmente diventata anche tema di dibattito politico.

Dopo il recente accoltellamento il segretario provinciale di Forza Italia, nonché consigliere regionale, Sergio Gaddi è duramente intervenuto. “Fino a pochi anni fa piazza Volta era il posto tranquillo per andare a bere qualcosa la sera – ha detto – Oggi è una kasbah infestata da maranza e ti accoltellano”. Rilanciando l’idea di prevedere un presidio serale della polizia locale in questo luogo così centrale e pieno di locali (qui i dettagli).

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