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Stop al piano pubblico-privato sul Quartiere dello sport di Muggiò: il Comune rilancia con un tetto di 25 milioni

Sfuma la proposta di partenariato privato per il futuro del comparto sportivo di Muggiò, ma l’amministrazione comunale non frena la corsa. Con un cambio di rotta formale, la giunta guidata dal sindaco Alessandro Rapinese ha stoppato il dossier presentato tra il 2024 e il 2025, dando contestualmente mandato agli uffici di riaprire i giochi sul mercato.

Sul piatto restano gli obiettivi di riqualificazione, ma con un paletto economico blindato: il contributo pubblico non potrà sforare la soglia dei 25 milioni di euro (Iva compresa).

I nodi del dossier: promossa la tecnica, bocciati i conti

La svolta è nero su bianco nella delibera numero 208, approvata lo scorso 23 settembre. Al centro dell’istruttoria c’era un ambizioso progetto che prevedeva la demolizione e la ricostruzione del palazzetto, l’edificazione del nuovo centro natatorio in via Sportivi Comaschi e la gestione ventennale dell’intero polo da parte di un operatore privato.

Dalle verifiche tecniche condotte dagli uffici di Palazzo Cernezzi è emerso un verdetto a metà:

  • Promozione piena sul fronte tecnico, architettonico e funzionale.

  • Bocciatura secca per quanto riguarda le criticità contrattuali ed economico-finanziarie.

Il piano, infatti, non garantiva la corretta contabilizzazione dell’operazione “fuori bilancio” secondo i rigidi parametri Eurostat, precludendo il riconoscimento dell’interesse pubblico.

Le tre regole d’oro per il nuovo bando

Archiviato il vecchio operatore, l’opera ribattezzata Quartiere dello Sport di Muggiò resta saldamente al centro della programmazione triennale (2026-2028 e 2027-2029). Per attrarre nuovi investitori, la giunta ha fissato condizioni rigorose, rese note tramite un nuovo avviso pubblico immediatamente eseguibile:

  • Tetto invalicabile: l’esborso per le casse comunali non potrà superare i 25 milioni di euro stanziati con la variazione di bilancio dello scorso luglio.

  • Contabilità blindata: la proposta dovrà rispettare in toto le regole Eurostat per la gestione fuori bilancio.

  • Rischi a carico dei privati: eventuali revoche o mancate assegnazioni di bandi e fondi esterni non dovranno generare oneri aggiuntivi per l’ente pubblico.

Con questa mossa, Como sposta il baricentro del rischio d’impresa sui privati, confermando la volontà di chiudere una partita strategica per lo sport cittadino.

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