Alla fine, almeno nel pomeriggio di sabato 24 ottobre, a Como hanno vinto (e largamente) forze dell’ordine e turisti. Di vandali e ‘maranza’ all’assalto di vetrine e negozi, nessuna traccia.


Insomma, l’invasione da parte dei giovani distruttori che pure, tramite chat e social, si era tentata di organizzare, non è avvenuta. Il piano c’era e qualche testa calda, forse persino rovente, è stata scoperta anche in provincia con mini-arsenali o qualcosa di molto simile. Ma, alla fine, l’enorme eco mediatica di ciò che era accaduto sabato scorso a Milano e in altre città, oltre al grande lavoro preventivo di ministero dell’Interno, Questura, Prefettura, polizia, carabinieri e polizia locale sembra aver dissuaso i potenziali autori dell’assalto.

Ciò che però è stato davvero visibile è stato l’effetto delle minacce e dei proclami che hanno invaso le chat nei giorni scorsi. E non soltanto per i negozianti che avevano deciso di blindare le vetrine con grandi pannelli protettivi (salvo toglierli alla sensazione del pericolo scampato). Anche, anzi forse soprattutto, per la presenza praticamente a ogni angolo di Como di agenti e mezzi delle forze dell’ordine.

Nelle foto che vedete, sono immortalati soltanto alcuni dei punti sensibili presidiati sin dal mattino.

Da piazza Volta – dove teoricamente attorno alle 15 si sarebbero dovuti concentrare i giovani – passando per piazza Duomo, per le stazioni ferroviarie, per piazza Cavour, tutte le zone potenzialmente nel mirino erano controllate a vista. Alla fine, però, almeno fino a pomeriggio inoltrato, nessuna minaccia particolare si è manifestata tanto che persino qualche negozio di quelli che si erano blindati e, in alcuni casi, avevano persino deciso di chiudere, hanno riaperto i battenti.


E sia i residenti che i tantissimi turistiche ancora affollano il centro della città, si sono potuti godere un magnifico sabato di ottobre senza dover fare i conti con vetrine infrante e cassonetti in fiamme.

