Il cambio di deleghe tra assessori voluto dal sindaco Alessandro Rapinese arrivato a sorpresa nei giorni scorsi ha già scatenato un primo putiferio, ne parlavamo qui: “Re Sole”, “Lega-cadrega”, “Assessori vassalli”, “Dove vive Elena?”: scontro atomico tra Rapinese e Negretti.
Oggi sulla questione intervengono anche Svolta Civica e Partito Democratico:
La scelta del sindaco di ritirare ulteriori deleghe agli assessori, riaccorpandole su se stesso, è ridicola e preoccupante. Abbiamo un’Amministrazione in evidente difficoltà, che non riesce a portare avanti i progetti lasciando la città immobile. Il buon senso suggerirebbe di fare squadra, unendo le forze e ottimizzando risorse e competenze. Invece qui succede il contrario, accentrando tutto sull’uomo solo al comando, che sta evidentemente sbagliando nelle scelte e nei modi, distruggendo l’idea di città.
Il sindaco continua a vantarsi di avere una maggioranza compatta che opera come un sol uomo, ma ci viene il dubbio che si riferisca a tutti gli effetti a un unico individuo: se stesso.
Inoltre, Rapinese parla spesso di risparmiare soldi. Ci spieghi allora a cosa servono assessori a cui, di fatto, ha tolto il lavoro da fare. È ancora più ridicolo che questa scelta cada nel momento in cui per la prima volta c’è uno sciopero dei dipendenti legato al funzionamento della macchina comunale.
Si tratta evidentemente di una mossa pre elettorale, per scaricare alcuni assessori e legare tutto al proprio nome. Ormai lo sappiamo: Rapinese non lavora di squadra, ma utilizza come pedine le persone che ha a disposizione. Ma ormai appare sempre più alla frutta, che siano pere o ciliegie (riferimento al caso di via XX Settembre, Ndr).
Pd e Svolta Civica