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Como, scoppia il caso dell’Azienda sociale. Nessi: “O lo fa la giunta o vado io alla Corte dei Conti”

Rischia di finire alla Corte dei Conti la vicenda dell’Azienda sociale comasca e lariana, organismo che vede uniti 21 comuni per l’erogazione di servizi di natura sociale. Come abbiamo rivelato con questo articolo, il comune di Como – dopo aver commissionato una lunga e doppia indagine esterna sfociata in contestazioni su costi, nomine, assunzioni e modalità di gestione dell’Azienda – ha di fatto dato un ultimatum connesso alla proroga di 6 mesi del contratto di servizio in essere (fino al 31 dicembre prossimo): o si cambia tutto, oppure Palazzo Cernezzi se ne andrà.

Ieri il caso è approdato in consiglio comunale a Como sia con una dichiarazione preliminare del consigliere Vittorio Nessi (Svolta Civica) sia con un’interrogazione presentata in precedenza dall’esponente di Fratelli d’Italia, Lorenzo Cantaluppi.

In particolare, a quest’ultimo documento ha risposto la dirigente del settore Servizi sociali di Palazzo Cernezzi, Maria Antonietta Luciani che ha dapprima confermato che l’amministrazione si è rivolta a professionisti esterni per la doppia indagine economico-finanziaria e normativo-giuridica sulla gestione dell’Azienda sociale, e poi ha ribadito “gli elementi di criticità riscontrati su entrambi i fronti, gestibili e sanabili ma da comprendere”. Inoltre Luciani ha confermato la richiesta del Comune di Como di una “riorganizzazione dell’azienda, sia sul fronte dell’assemblea consortile sia in ambito di assemblea dei sindaci” perché “abbiamo avuto difficoltà ad avere riscontri rispetto a richieste di documenti” e perché serve una “revisione di alcuni strumenti che hanno reso faticosa l’azione di controllo che i comuni sono tenuti a fare”.

Ma il passaggio più pesante della serata è stato quello di Vittorio Nessi, sul piano politico. “Nella delibera del Comune – ha dichiarato in aula – sono ipotizzate irregolarità che mi hanno fatto impressione sui fronti patrimoniale, economico e finanziario. Vengono enunciati fatti di una certa importanza perché riguardano informazioni di bilancio, costi sproporzionati, criticità di finanziamenti e irregolarità di documenti contabili. Se la giunta non provvederà, presenterò io un esposto alla Corte dei Conti”.

 

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