Che l’amministrazione Rapinese abbia generato in associazioni, comitati, genitori e tra le più svariate categorie professionali una propensione a fare sempre più spesso ricorso al Tar è un dato di fatto. Dalle scuole, ai giostrai e chi più ne ha più ne metta, sono infatti sempre di più le persone che stanno decidendo di ricorrere alla giustizia per cercare di contrastare le decisioni della giunta Rapinese.
Ora si può avere anche un primo, seppur parziale indicatore, di quanto il Comune preveda di dover impegnare per far fronte a tutte queste cause legali (in conto ovviamente non ci sono solo quelle legate al Tar). E a fare le pulci è l’ex consigliere Luigi Bottone che ha evidenziato tale dato “leggendo la modifica al Piano Esecutivo di Gestione da cui emerge un dato rilevante ed importante”.
Ecco quanto individuato:
A pag. 12 del PEG vengono riportati gli importi stanziati per il servizio Avvocatura del Comune di Como. Ebbene l’attuale amministrazione ha previsto un totale di € 785.439,74 di cui € 428.229,60 per “prestazioni professionali per vertenze legali” (cifra complessiva suddivisi tra 2026, 2027, 2028 per i prossimi 3 anni ndr).
Mai successo in passato con le altre Amministrazioni. Certo c’è poco da meravigliarsi se pensiamo che il Sindaco Rapinese continua ad ostinarsi a non ascoltare mai i cittadini (privati, commercianti, associazioni …) e le loro esigenze, facendo instaurare così un meccanismo di continui ricorsi e processi.
Da evidenziare che quei soldi dovrebbero essere destinati per il bene comune ed il miglioramento dei servizi e del territorio (non per continuare ad alimentare attività giudiziarie). Quali sono le motivazioni che muovono il Sindaco ad uno scontro continuo con i cittadini ? Sembra quasi che lui stesso odi il popolo Comasco (tra cui il suo stesso elettorato).
Luigi Bottone
