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Viale Varese, Majocchi: “25 posti meno e gli alberi restano”. Poi un messaggio al sindaco

Le radici potrebbero rimanere felicemente ancorate a terra. L’abbattimento degli alberi in viale Varese, qualora il progetto Nessi&Maiocchi, dovesse diventare realtà (e comunque dopo una gara), “non è affatto scontato”. E’ il temone di questi mesi, quello che agita pance politiche e pubbliche: l’ipotesi di una nuova struttura per la sosta nell’area corre lungo le mura Est del Centro Storico.

Solo pochi minuti fa, un video, tra il serio e il faceto, ha raccontato l’ansia di numerosi cittadini per il destino dei fusti di viale Varese.

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“Ci sono tre soluzioni – spiega Angelo Majocchi – la prima prevede un intervento importante che porta l’eliminazione di 60 alberi con 15 che verrebbero ripiantati. La seconda ipotizza di eliminarne 30. La terza prevede il totale mantenimento del verde. Credetemi, se il problema sono gli alberi si possono tenere, ovviamente a scapito di alcuni posti auto”. 25, circa. “Non c’è problema, basta rivedere il business plan”.

E non solo in ragione di una diminuzione degli stalli. “Ma anche alla luce delle cifre emerse l’altro giorno in Commissione. Noi abbiamo fatto i conti in base agli ultimi dati disponibili, quelli che ha fornito la precedente giunta dove si calcolava un introito annuale di 550mila euro, Iva compresa per 199 posti. Oggi i posti però sono 199, quindi bisogna calcolare circa 500 mila euro di incassi”. La proposta Nessi&Majocchi prevede un canone annuale versato al Comune di 450mila euro, Iva compresa, per 30 anni.

“Senza contare che oggi le spese di manutenzione, pulizia, gestione del verde sono comprese nei 500mila euro che quindi vanno depurati dei costi. Noi ci accolleremmo ogni voce, versando la cifra pulita al comune”.

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Resta, come evidenziato da Alessandro Rapinese e da Vittorio Nessi in commissione che la cifra annuale dovrebbe essere più alta, le nuove aree di Ztl hanno aumentato l’utilizzo di viale Varese. “Vero, per questo stiamo aspettando numeri definitivi e ufficiali per rivedere il business plan”.

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Alla giunta poi (entro fine mese) il compito di valutare l’eventuale interesse pubblico del progetto e avviare l’iter per la gara. “Il punto  – conclude Majocchi – è che abbiamo presentato una proposta di fattibilità. Ora aspettiamo che l’amministrazione ci dica cosa vuole. Il senso del Project Financing è proprio questo, non limitarsi a un sì o a un no, che pure è possibile, ma proporre, indicare, orientare. Fare scelte strategiche e, come si dice, politiche. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano e noi valuteremo serenamente”. Il messaggio al sindaco Landriscina è chiaramente lanciato.

 

 

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