Al gran completo, i vertici di ComoCalor oggi sono stati ascoltati nella commissione consiliare ad hoc, convocata dopo la serie di guasti e disservizi delle ultime settimane. In Comune, il presidente Andrea Bernasconi, Fabio Fidanza, amministratore delegato, e Giovanni Chighine, Business unit leader del settore Energia e Tecnologie smart del gruppo Acsm Agam.

Ribadite le scuse per i disservizi-monstre soprattutto tra il 4 e il 6 dicembre scorsi (“Una concatenazione di eventi ben oltre l’ordinario, una serie di guasti a catena non controllabili”) è però emerso un dettaglio inedito e per certi versi sorprendente.
“Se voglia dire tutta la verità – ha spiegato Chighine – il guasto di via Medici (ad Albate, uno di quelli che diede il là alle 48 ore terribili, ndr) nasce da uno scavo di una ditta terza che ha scalfito la coibentazione della nostra rete. E da lì poi è originata la perdita. Nessuno ce l’ha mai segnalato. Non solo: quel tratto è stato completamente rifatto nel 2010, non si tratta di un punto vecchio”.

Senza negare i problemi della rete attuale, comunque, la dirigenza della società ha rimarcato che “nel 2016 venne pianificato un investimento da un milione di euro per cambiare la rete nel punto più importante di tutti, via Scalabrini; ora abbiamo già previsto altri 400mila euro sebbene manchi un anno alla fine della concessione, come segno che l’azienda non si sottrae mai”.
Rimarcato anche che “in 30 anni di teleriscaldamento, quanto avvenuto recentemente non è ordinario, non è una regola: sono centinaia gli interventi che vanno a buon fine senza che nessuno si accorga o abbia disagi”. Sottolineata, in termini di manutezione, la già effettuata termografia sulla rete per individuare i possibili punti a rischio.

Elencate le zone sotto osservazione speciale: “In via Domenico Pino dovremo reintervenire. In via Colonna, l’intervento appena concluso per il guasto specifico è risolutivo ma servirà una rifacimento generale della zona. In via Muggiò abbiamo una perdita, un’altra in Salita Cappuccini e dovremo intervenire. In via del Lavoro (dove alcune aziende hanno subito disagi pesanti, ndr) è stato rifatto tutto nel 2017, ma per la particolarità della zona servirà un altro intervento”.

Non sempre, però, quando si vede l’asfalto “fumare” è segno che sia in arrivo un guasto irreparabile o causa di problemi enormi: “Talvolta – ha specificato Fidanza – possiamo controllare a monte l’eventuale perdita senza problemi e scegliamo apposta di intervenire in un secondo momento per non creare ulteriori disagi, evitando di lavorare in piena stagione termica ad esempio”. Sempre Fidanza ha ribadito che “quest’anno investiremo il 10% del fatturato in manutenzioni e lavori, non poco”.

Il presidente di ComoCalor, Andrea Bernasconi, alla domanda se fossero previsti rimborsi per i cittadini e le imprese che hanno subito disservizi ha replicato che “no, non è previsto dal contratto e, allargando il discorso, come azienda preferiamo investire risorse per garantire l’efficienza del servizio e le manutenzioni”.
Curiosità finale: Chighine ha affermato che “la rete posata 30 anni fa oggi rappresenta soltanto il 30% ma, per paradosso, è quella che dà meno problemi rispetto anche a tratti molto più nuovi”.