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“Cosa fare se si blocca la galleria essenziale per il traffico sulla Statale del lago di Como?”

Cernobbio si ritrovata spesso a fare i conti con il problema della viabilità sull’ex Statale Regina. I due incidenti di venerdì sera hanno mandato in tilt il traffico verso il Basso Lario e hanno mostrato quanto sia fragile l’equilibrio della circolazione in quella zona.

Quando la galleria viene chiusa o la strada si blocca, il rischio è che tutto si paralizzi. Per questo diventa necessario pensare a delle soluzioni, a “un piano condiviso, capace di indicare con chiarezza cosa fare nelle emergenze, senza lasciare spazio a interventi improvvisati o poco coordinati”, scrive Ivano Mazza sottolineando come lo stesso sindaco sia ben conscio del problema

Una delle ipotesi è quella di proteggere maggiormente la viabilità interna di Cernobbio, riservando alcune strade ai residenti e a chi deve raggiungere alberghi e ristoranti, mentre il traffico di passaggio verrebbe indirizzato sulla Regina.

Un altro punto delicato resta la rotonda di Piazza Giuseppe Mazzini, spesso decisiva per il deflusso delle auto. Anche qui si ragiona su possibili modifiche, dai nuovi sensi di marcia ad accessi più controllati.

L’obiettivo, in fondo, è semplice: evitare che Cernobbio debba subire ogni volta le conseguenze di un’emergenza sulla strada principale e trovare soluzioni che rendano la gestione del traffico più ordinata, rapida e sostenibile per chi vive e lavora in paese.

Ecco allora che arriva una “proposta più articolata che è già stata messa sul piatto ma che non ha mai avuto riscontro”, spiega  Ivano Mazza (“Tu a Cernobbio”).

Eccola:

Cernobbio è da sempre un punto decisivo per risolvere i problemi di traffico sull’asse dell’ex Statale Regina, nel tratto che da Como porta verso il Basso Lario.

 Venerdì sera ne abbiamo avuto un altro esempio: prima un incidente in galleria, poi un altro all’altezza di Villa d’Este. Ancora una volta, la situazione è stata gestita soprattutto grazie all’impegno della Polizia Locale e delle altre Forze intervenute, più che a un vero piano di emergenza.

Il problema principale è la prevenzione. Da un lato manca un coordinamento efficace che dovrebbe evitare interventi frammentati lungo l’asse della Regina. Dall’altro mancano alcune scelte sulla viabilità cittadina che, pur non risolvendo tutto, aiuterebbero almeno i cittadini a raggiungere Cernobbio.

 Come già proposto in passato, quando la galleria di Cernobbio viene chiusa o quando un evento blocca la città, alcune strade dovrebbero essere riservate ai residenti. In questo modo i cittadini potrebbero rientrare a casa senza aggiungersi al traffico di passaggio costretto ad attraversare il centro.

 In caso di criticità, vie come Cinque Giornate, nel tratto da via Ponte Nuovo a via Manzoni, via Manzoni nella zona del cimitero e via Aquileia dovrebbero essere accessibili solo ai residenti di Cernobbio, senza distinzioni tra zone o vie, e a chi ha una prenotazione in ristoranti o alberghi presenti in quelle strade.

Il resto del traffico dovrebbe essere deviato verso via Regina.

Chi vive a Piazza Santo Stefano, a Rovenna, in via Cinque Giornate o nel centro storico potrebbe così raggiungere più facilmente un punto utile per poi proseguire verso casa.

 Come?

 Si potrebbe fare in modo semplice: con una transenna e un ausiliario della sosta che dia indicazioni. In alternativa, si potrebbe usare un pannello a messaggio variabile per avvisare che il transito è consentito solo ai residenti di Cernobbio, magari con un varco capace di leggere le targhe e sanzionare chi non rispetta il divieto.

 Può funzionare?

La chiusura della rampa di accesso alla galleria nella zona Akzo Nobel, effettuata dalla Polizia Stradale, ha avuto un effetto curioso: alcuni automobilisti hanno comunque provato a entrare a Cernobbio per raggiungere la rampa dopo il Ponte del Breggia.

Il risultato è stato chiaro: l’asse viario era bloccato, mentre in via Cinque Giornate entravano poche auto.

 Il deflusso da via Manzoni è però rimasto difficoltoso per un altro problema: la rotonda di Piazza Giuseppe Mazzini.

 Questa rotonda ha sei ingressi e spesso fatica a liberarsi, perché i flussi di traffico si incrociano, soprattutto quelli che arrivano dalla strettoia.

Servirebbe quindi ripensare alcuni sensi di marcia, per esempio in via Erba, e trasformare i  parcheggi esistenti in posti riservati ai residenti da cui accedere da Piazza Mazzini. Questo eviterebbe il continuo giro di auto alla ricerca di un posto. Si potrebbe prevedere una strada riservata ai residenti abbonati, controllata da una sbarra o da una telecamera, con uscita da via Monti. In alternativa, l’uscita potrebbe avvenire da via Garibaldi, dopo la realizzazione della rotonda davanti all’aparthotel Miralago e all’albergo Regina Olga, introducendo il doppio senso e regolando l’uscita in Piazza Partigiani, eventualmente con una rotonda semaforizzata.

 In questo modo Piazza Mazzini sarebbe meno congestionata e il traffico da e verso la strettoia potrebbe scorrere meglio.

In conclusione, la situazione di venerdì è stata eccezionale. Tuttavia, se non si pianifica in anticipo come affrontare questi imprevisti, non si può continuare a contare solo sulla buona volontà di chi lavora per la sicurezza stradale.

 Non dobbiamo aspettare il piano del traffico per introdurre piccoli interventi capaci di migliorare davvero la vita quotidiana delle persone.

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