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Attualità

Coronavirus – Fondazione Comasca, immensa gioia di Verga: “Raccolti oltre 2,6 milioni per gli ospedali lariani”

“A oggi, abbiamo raccolto 2 milioni e 600 mila euro, quasi completamente stanziati. I comaschi sono molto generosi e sono molto orgoglioso anche del lavoro della Fondazione”.

Non riesce a nascondere il sorriso Martino Verga, presidente della Fondazione della Comunità Comasca, mentre racconta il caldissimo abbraccio in cui Como ha stretto i suoi ospedali in questi giorni.

“Ci siamo mossi rapidamente aprendo il primo fondo già il 10 marzo – racconta – e abbiamo messo a disposizione la nostra piattaforma anche di altre raccolte fondi come quelle di Confindustria e Confartigianato, di associazioni o aperte da privati come Aiutiamo la Terapia Intensiva del Sant’Anna”.

Un’ondata di solidarietà che scalda il cuore e che racconta di una città vicina a chi si prende cura di lei, ma anche di un’istituzione solidissima di cui i comaschi sanno di potersi fidare: “E’ un bel segnale della fiducia che i comaschi ripongono in noi – continua Verga – grazie anche a una tracciabilità chiarissima con cui riusciamo ad accontentare anche le richieste di chi ha donato grosse cifre e vuole sapere esattamente come sono state spese”.

Una città generosa in cui, però, il rischio è anche di veder spuntare qua e là mille raccolte fondi che, involontariamente, possono far disperdere energie. “E’ successo tutto all’improvviso e ci siamo dovuti adattare. L’ideale sarebbe avere un sistema coordinato, se non addirittura un’unica raccolta fondi per dare garanzie a chi dona e semplificare il lavoro degli ospedali che, soprattutto in questi momenti, non hanno tempo da perdere – è il pensiero di Verga – con una piattaforma come la nostra, se la sera ci chiamano dicendo che hanno bisogno di una certa cifra, noi il mattino dopo la accreditiamo oppure compriamo in prima persona quello di cui c’è bisogno. Stasera, ad esempio, faremo un giro di telefonate tra Sant’Anna, Valduce e Fatebenefratelli per sapere se hanno qualche necessità urgente”

Al ringraziamento alla città, il presidente tiene anche ad aggiungere il suo personale grazie a chi lavora dietro le quinte della Fondazione: “Vista l’emergenza avrebbero potuto anche mettersi in ferie e invece hanno lavorato ininterrottamente, anche nei fine settimana, per dedicarsi ad aiutare gli altri. Li ammiro molto”.

E, per restare in tema di solidarietà, oggi anche le Classi della Stecca e i lori simpatizzanti hanno unito le loro forze a quelle di tanti comaschi donando 47 mila euro proprio al fondo della Fondazione della Comunità Comasca. Un contributo raccolto per dimostrare “tutto il bene che l’associazione vuole alla nostra città” come spiega la lettera, semplice come solo le cose importanti sanno essere, che lo accompagna.

Un bene che hanno voluto esprimere anche i club Lions della circoscrizione di Como di cui è presidente Annamaria Peronese: “Siamo stati tutti subito d’accordo – spiega – non potevamo stare con le mani in mano e da qualche giorno, oltre alle singole iniziative dei diversi club, abbiamo attivato una raccolta fondi direttamente sui conti correnti dei diversi ospedali che ha già superato i 50 mila euro”.

Per il Sant’Anna
Link: Aiutiamo la Terapia Intensiva del Sant’Anna

Fondo Sant’Anna: qui il link

Ancora per il Sant’Anna (Lions Monticello in memoria del’ex primario Raffaele Giura, appena scomparso): qui il link

Per il Valduce
Link: Aiutiamo il Valduce, l’ospedale di Como

Per Sant’Anna e Valduce
Link: Fondo Emergenza Coronavirus della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca

Per il Fatebenefratelli di Erba
Link: Fatebenefratelli: il reparto Covid-19

CORONAVIRUS: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DA COMO, LOMBARDIA E TICINO

2 Commenti

  1. Nessuno ha mai avuto dubbi sulla generosità della città. Ma dopo che si è donato ci si chiede se non è il caso di ringraziare anche chi paga le tasse fino all’ultimo euro e ricordare a chi le tasse non le paga fino all’ultimo euro, che la mancanza di attrezzature, di impianti e di personale qualificato nei nostri Ospedali è dovuta anche a loro.
    Non dimentichiamoci che la miglior forma di solidarietà è quella di chi, sulla base di quanto guadagna, contribuisce al bene comune. Grazie anche a loro.Soprattutto adesso.

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