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Attualità

Costa Azzurra, Courmayeur e Turchia. Comotti, il super manager del turismo per la rinascita del Centro Lago: “Ecco il mio piano”

Dopo anni di incarico nel settore del turismo in località italiane ed europee fino ad arrivare in Medio Oriente, è approdato nel Distretto Turistico del Centro Lario come super consulente per rilanciare i paesi del lago in vista della prossima stagione.

Francesco Comotti, triestino di nascita ma da anni residente in Turchia, abbina una solida formazione accademica in Italia e negli Stati Uniti a una lunga esperienza nel destination management. Ha operato con incarichi di responsabilità nell’incoming e destination management in località come Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Saint Vincent, Aspen, Trieste, Udine, Padova, Sanremo, San Martino di Castrozza, Madesimo, Sappada, Baia Domizia, Costa Azzurra, Acque Chiare, Cogne, Repubblica Islamica dell’Iran, Madeira e presso il Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia.

Ora, appunto, Comotti è arrivato nel Centro Lago per studiare la logica del Distretto e aiutare i territori a ripartire al meglio per accogliere i visitatori.

“E’ la prima volta che mi trovo a operare in questo territorio – ci spiega – avevo fatto un lavoro simile in Valchiavenna e quindi, entrando dapprima in contatto con l’amministrazione di Menaggio, abbiamo pensato che si potesse attuare anche in Centro Lario. In questi mesi ho fatto un’analisi delle situazioni critiche, gli aspetti positivi e le evoluzioni della realtà turistica distrettuale, l’unica di tutta la Lombardia e che quindi diventa anche un case study interessante a livello regionale e nazionale. Ho trovato una grande collaborazione di Anci, delle singole amministrazioni e degli operatori privati presenti nei tre paesi”.

Il super consulente del Distretto, infatti, ha iniziato il suo lavoro nel 2020 ma dopo pochi mesi ha dovuto fare i conti con la pandemia. “All’inizio gli obiettivi forse erano altri – osserva – ma si tratta di quattro destinazioni eccellenti in un contesto altrettanto eccellente in tutto il panorama italiano. Il Distretto turistico ha una logica innovativa e quindi è necessario avere un nuovo approccio culturale e strategico. Bisogna pensare come insieme e non come singole entità”.

Dall’esperienza dei territori e di chi vi opera, dunque, l’obiettivo di Francesco Comotti è creare una realtà unica che si muova insieme lasciando però a ogni realtà le proprie peculiarità.

“Nei paesi del Distretto ci sono già tantissime figure valide a livello turistico – aggiunge – ma il mio ruolo è di fare da collante, interfacciarmi con le realtà del territorio per promuovere un’interazione migliorativa tra i singoli Comuni. Spingendo anche a una collaborazione tra pubblico e privato. Per ora ho raccolto molti spunti e posso dire che c’è una buona cooperazione, credo che continuando così si possa fare un ottimo lavoro insieme”.

Quali sono, quindi, i prossimi passi per ripartire? “Abbiamo iniziato a fare incontri con gli operatori privati per presentare i risultati della nostra analisi e tutte le opportunità che offre il territorio – così Comotti – è il momento di mettersi insieme, pensando anche a una sostenibilità economica e ambientale condivisa. La prima azione sarà coordinarci per la prossima estate, pensando a eventi e alla promozione del Distretto in un momento molto delicato”.

Ma come vede, Comotti, i prossimi mesi sul Lago di Como? “Il turismo è come la moda – spiega – va programmato anno per anno. Non abbiamo ancora dati che ci diano una sicurezza scientifica su come sarà la prossima stagione, speriamo possa essere almeno come quella dello scorso anno. Ora bisogna pensare a promuovere un’immagine unita del territorio, dando risalto alle singole identità e sotto il brand ‘cappello’ del Lago di Como. Studieremo il cliente target e come si comporta, le sue preferenze, per anticiparne i bisogni”.

Al momento il Comune di Varenna, parte del Distretto Turistico del Centro Lario, non è coinvolto nell’operazione ma Comotti spera di poterlo integrare al più presto. “Sarò per tre anni a disposizione di questi comuni – conclude – sarò un allenatore di territori: loro scendono in campo e sono giocatori eccezionali singolarmente, io li devo fare giocare bene insieme come una squadra”.

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