RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità

La crisi del brand del lusso in Ticino: pagati gli stipendi solo ad alcuni lavoratori

Buone notizie, solo a metà, per i dipendenti della Bally di Caslano. Da circa due settimane, la storica società svizzera è stata ammessa alla procedura di moratoria concordataria, una situazione che ha fatto piombare nell’incertezza sia i circa 100 impiegati amministrativi ancora operativi in Ticino, sia i 27 collaboratori licenziati lo scorso maggio per i quali era stato sottoscritto un piano sociale.

Se da un lato la maggior parte del personale ha regolarmente ricevuto lo stipendio – inclusi coloro che rientrano nel piano sociale –, dall’altro diversi lavoratori sono ancora in attesa delle spettanze e saranno costretti a richiedere l’indennità per insolvenza.

In base a informazioni raccolte dal Cdt, a non aver ricevuto il salario sono soprattutto le fasce più vulnerabili: dipendenti assenti per malattia, infortunio oppure in congedo maternità.

Scenario che sembra suggerire una forte carenza di liquidità da parte dell’azienda. Il sindacato OCST ha già annunciato che la prossima settimana darà ufficialmente avvio alle procedure di insolvenza per tutelare i lavoratori rimasti senza compensi.

Dalla fine della produzione in Svizzera alla chiusura delle boutique: le tappe del tracollo

Guardando i numeri al netto, i 27 licenziamenti scattati a maggio rappresentano solo l’ultimo tassello di una lunga catena di esuberi: 30 tagli a dicembre, altri 30 a settembre 2025 e 65 nel novembre 2024.

Debiti per 20 milioni di franchi e la rabbia dei lavoratori al presidio di Caslano

Il clima di forte tensione è esploso lo scorso 18 giugno, quando i rappresentanti dell’OCST e una ventina di dipendenti si sono riuniti in un presidio davanti alla sede, ormai vuota, di Bally a Caslano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo