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Immagine tratta dal filmato allegato

Punti di vista

Como, la tragedia di Arwa già dimenticata: bimbi piccoli nel lago avvelenato e vietato. “Pochi giorni, tutto come prima”

La tragedia della piccola Arwa, annegata a soli 9 anni nello specchio di lago di Como alle spalle del Tempio Voltiano, già teatro di diverse morti in circostanze simili e dove il divietato di balneazione è segnalato soltanto da alcuni cartelli, sembra non aver cambiato nulla nella percezione di chi si imbatte nell’ormai famigerata spiaggetta.

Ancora una volta, come dimostra la testimonianza del nostro lettore con i video relativi, i turisti non fanno nemmeno caso ai cartelli che proibiscono i bagni. E colpisce come – sebbene in questa occasione molto vicini alla riva – molti bambini piccoli e piccolissimi, anche in queste ore, continuino a immergersi nel lago in quel punto sfidando innanzitutto il maxi inquinamento dell’acqua alla foce del Cosia e i rischi legati al lago.

Di seguito, la testimonianza giunta in redazione.

Buongiorno a tutti,
come ben sapete poco tempo fa una bambina di 9 anni ha perso la vita annegando nel lago.

Come accade in queste tragiche situazioni, si è levato lo sdegno per la mancanza di controlli e il cordoglio per una vita persa. Ma come sempre accade in Italia, sono bastati pochi giorni, qualche settimana, e tutto è tornato come prima.

Allego due video girati questo pomeriggio: un divieto di balneazione appena visibile, NESSUN, e sottolineo NESSUN controllo da parte delle autorità preposte e persone che si fanno il bagno tranquillamente.

Vogliamo aspettare l’ennesima tragedia prima di fare qualcosa di serio?

Il signor sindaco , invece di pensare alle biciclette nel centro storico, perché non fa qualcosa di SERIO affinché NESSUNO possa fare il bagno in zone dove VIGE un divieto di balneazione?

Perché non piantonare, nel periodo estivo, con polizia municipale, invece di usarla solo per fare cassa con le multe?
Meditate gente, meditate.
Giuseppe Santoro

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