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Attualità, Economia

Nessun accordo davanti al ministero per salvare i lavoratori: in Lombardia (e in Italia) il colosso americano licenzia

Si è tenuto nella giornata di ieri, in modalità videoconferenza presso il Ministero del Lavoro, l’atteso vertice tra la direzione aziendale di Micron, le rappresentanze sindacali e le RSU, nell’ambito della delicata vertenza relativa agli esuberi dichiarati dal colosso dei semiconduttori. L’esito del confronto ha spinto la Cgil Brianza a diramare una nota ufficiale dai toni netti, in cui viene manifestata una profonda preoccupazione per l’evoluzione della trattativa e annunciato contestualmente l’avvio della mobilitazione sindacale, che culminerà in 4 ore di sciopero.

Rottura sull’impegno per le ricollocazioni interne

Stando alla ricostruzione fornita dal sindacato, nel corso del tavolo istituzionale la dirigenza di Micron di Vimercate avrebbe operato un brusco passo indietro, ritirando la disponibilità alla ricollocazione del personale. Tale punto era stato precedentemente individuato come il cardine per una possibile risoluzione della crisi. La sigla sindacale ha stigmatizzato questo mutamento di rotta definendolo “grave, spiacevole e del tutto inaspettato”.

Dalla nota emerge inoltre come l’azienda stia esercitando forti pressioni per concludere in tempi brevi un accordo basato esclusivamente sulle uscite incentivate, senza tuttavia presentare avanzamenti significativi sotto il profilo economico o nelle modalità operative di adesione. Secondo la Cgil, questa strategia delineerebbe “una stretta che assume i contorni di un ricatto”.

Stato di agitazione e presidio a Vimercate

La posizione assunta da Fiom Cgil e dalle RSU è di ferma opposizione. L’atteggiamento della proprietà è interpretato come “una rottura pesante del confronto”, reazione che ha portato all’immediata proclamazione dello stato di agitazione e di uno sciopero nazionale della durata di 4 ore.

Nello specifico, presso il sito di Vimercate, l’astensione dal lavoro è fissata per la mattinata di martedì 3 febbraio. I lavoratori daranno vita a un presidio davanti ai cancelli dell’azienda a partire dalle ore 9.00. La mobilitazione viene descritta come un atto necessario “per difendere l’occupazione, la dignità dei dipendenti e per pretendere soluzioni vere”, rigettando fermamente percorsi che prevedano come unica via d’uscita l’abbandono del posto di lavoro, seppur incentivato.

Incertezza sul futuro di Micron in Italia

Il malumore della Cgil Brianza travalica i confini locali, investendo la strategia complessiva del gruppo nel Paese. Il comportamento aziendale, si legge nel comunicato, “riaccende i dubbi sulla tenuta dell’insediamento di Micron in Italia” e, parallelamente, “vela di ombre i successi mondiali dell’azienda”. L’appello del sindacato alla massima partecipazione è motivato dalla convinzione che “è in discussione il futuro di Micron in Italia”.

Sulla vicenda era intervenuto recentemente Pietro Occhiuto, segretario della Fiom Cgil, analizzando il nodo dei 9 esuberi previsti nella sede brianzola (su un totale di 25 esuberi nazionali), scaturiti dalla scelta di delocalizzazione verso il Sud-Est asiatico. In merito alla trattativa, Pietro Occhiuto aveva dichiarato: “Su questo fronte il confronto con l’azienda è in pieno corso – abbiamo chiesto di ritirare o almeno ridurre gli esuberi e di ricollocare i lavoratori all’interno di Micron. Anche perché l’azienda in questo periodo sta facendo utili importanti che non giustificano questi tagli”.

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