Una sanzione record che ha scosso l’opinione pubblica svizzera: una donna di 52 anni, residente nel Canton Zurigo, è stata condannata a pagare una pena pecuniaria di 330mila franchi. La sentenza, emessa dal Tribunale distrettuale di Horgen, scaturisce dalle aggressioni multiple compiute dal suo pastore tedesco all’interno della sua proprietà privata.
I fatti: l’aggressione al fattorino e le conseguenze
L’episodio centrale, come riportato dalla NZZ, risale all’ottobre 2023. Un corriere, recatosi presso la villa della donna a Horgen per una consegna, è stato assalito e morso al polpaccio dal cane. Oltre alla lesione fisica, l’aggressione ha scatenato nell’uomo una grave forma di cinofobia (paura dei cani). Questo trauma psicologico ha portato a un’invalidità lavorativa totale, certificata al 100% per un periodo di un anno e mezzo.
La proprietaria è stata ufficialmente riconosciuta colpevole di lesioni colpose per negligenza e di violazione della legge cantonale sui cani.
Perché una multa così elevata? Il patrimonio dell’imputata
L’entità della pena pecuniaria, definita “da brivido”, trova spiegazione nel sistema legale svizzero delle aliquote giornaliere. L’importo di 330.000 franchi è stato infatti calcolato proporzionalmente alla situazione finanziaria dell’imputata, che risulta essere multimilionaria.
Un fattore determinante per l’assenza della sospensione condizionale della pena è stata la recidiva dell’animale. Il pastore tedesco, infatti, aveva già morso in precedenza un massaggiatore e un piastrellista, totalizzando ben cinque episodi di aggressione all’interno del perimetro della villa.
La linea difensiva: colpa del personale e ferite “lievi”
L’avvocato della difesa ha tentato di ottenere l’assoluzione della 52enne spostando la responsabilità sul personale domestico. Secondo il legale, i dipendenti avrebbero contravvenuto all’ordine di non aprire il cancello a estranei mentre i cani erano liberi in giardino. La difesa ha inoltre sostenuto che:
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All’interno di una proprietà privata non vige l’obbligo di museruola o guinzaglio.
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Sia il danno fisico che il trauma del fattorino sarebbero stati “lievi”, poiché l’uomo avrebbe successivamente incontrato la cliente e i cani in due occasioni senza mostrare segni di panico eccessivo.
La sentenza: “L’incidente era prevedibile ed evitabile”
Il giudice del Tribunale di Horgen ha respinto integralmente le tesi difensive, confermando che i danni subiti dal fattorino sono stati chiaramente comprovati. La Corte ha stabilito che la responsabilità ultima della custodia degli animali ricade sulla proprietaria, la quale ha l’obbligo giuridico di sorvegliarli per garantire l’incolumità pubblica.
Dati i numerosi precedenti dell’animale, il tribunale ha concluso che l’evento fosse assolutamente prevedibile ed evitabile, condannando la donna alla sanzione pecuniaria record.