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“Cucinare al fresco”, il progetto comasco brilla e fa scuola, un premio speciale per Arianna Augustoni

Non solo giornalismo, ma impatto sociale concreto. È questo il filo conduttore della nona edizione del Premio internazionale di giornalismo e comunicazione 2026 “La Rosa d’Oro”, promosso dall’Associazione Internazionale Regina Elena Delegazione Italiana Adv e assegnato sabato mattina alla Scuola Militare Teulié di Milano.

Il premio guarda oltre la qualità della comunicazione in senso stretto e punta su progetti capaci di incidere nella realtà, con particolare attenzione a inclusione e solidarietà. In questo quadro si inserisce la menzione speciale per la comunicazione conferita ad Arianna Augustoni, premiata per un lavoro che unisce contenuto e funzione sociale.

Il riconoscimento, consegnato da Biagio Liotti e dal presidente nazionale Ilario Bortolin, valorizza un percorso costruito nel tempo, in particolare attraverso il progetto “Cucinare al Fresco”.
Non un’iniziativa individuale, ma un lavoro di squadra: Augustoni ha voluto condividere la menzione con i redattori che nel corso dei nove anni hanno portato il proprio contributo favorendo la crescita dell’iniziativa oltre che, con Alessandro Tommasi e Giuseppe Bevacqua, responsabili della parte grafica del progetto editoriale.

Al centro, l’esperienza maturata in ambito carcerario, dove la comunicazione diventa strumento di connessione tra interno ed esterno. Un’attività che negli anni ha prodotto risultati concreti, sostenuta da una rete di collaboratori e partecipanti che, a rotazione, hanno contribuito a mantenerla attiva.

“Questo riconoscimento non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso condiviso. “Cucinare al Fresco” è nato e cresciuto grazie a una rete di persone che hanno creduto nella possibilità di trasformare la comunicazione in uno strumento concreto di inclusione. L’esperienza in ambito carcerario mi ha insegnato che raccontare significa creare ponti, restituire dignità e dare spazio a voci che troppo spesso restano invisibili. Questa menzione speciale appartiene a tutti coloro che, in questi anni, hanno contribuito con impegno e sensibilità a costruire qualcosa che va oltre un progetto editoriale: una comunità”.

La “Rosa d’Oro” conferma così una linea precisa: premiare non solo chi racconta, ma chi usa la comunicazione per generare valore sociale.

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