Mentre Regione Lombardia e Comune di Como litigano a più non posso sui futuri parapetti definitivi per il nuovo lungolago – misteriosi oggetti del cui destino, a oggi, nulla si sa con certezza – il naturale andare delle cose compie il suo corso. E i turisti pure.
Testimonianza lampante viene dalle recentissime foto scattate sul Lungo Lario Trento, nella zona verso i giardini a lago. Qui una delle immonde ringhiere che ormai da due anni deturpano la passeggiata sul lago più famoso del mondo ha ceduto.

E ovviamente, domenica scorsa, è accaduto l’inevitabile: moltissimi passanti, tra comaschi e turisti, hanno reso tangibile l’aspirazione di una parte probabilmente minoritaria ma non minuscola della città. E cioè il lungolago senza barriere.

Suggestivo il colpo d’occhio, tra pose da modelle, telefoni al cielo e vista libera sul panorama del primo bacino.

Una sorta di ‘intelligenza naturale’, frutto né più né meno che dell’incuria in cui versano diverse ringhiere sul lungolago, ha creato ciò di cui più volte si è parlato. Cioè l’addio a ogni ipotesi di nuovi o vecchi parapetti: bordo passeggiata libero, orizzonte senza ostacoli e aspetto del lungolago simile a molti tratti sul Garda o sull’Iseo (ma su cui il sindaco di Como Alessandro Rapinese ha già detto un no categorico e assoluto).

Impressioni fugaci a parte, il braccio di ferro tra Regione Lombardia e Comune prosegue benché stando fermo. Nel senso che dopo la clamorosa bocciatura generale del prototipo testato un anno da nella zona di Sant’Agostino, da allora Palazzo Lombardia ha invitato il Comune a pensarci da solo ai nuovi parapetti, mentre Palazzo Cernezzi ha ricordato che da sempre quella competenza (con i fondi relativi già pronti) è stata in capo a Milano.

Risultato: un’altra estate con la ferraglia sulla passeggiata.