Da Volt a Volta, cioè ripristinare il nome intero dello scienziato comasco Alessandro Volta per quanto riguarda il nome l’unità di misura internazionale della tensione elettrica. Trova forma estremamente concreta la proposta del fisico comasco di fama internazionale, Giulio Casati, che aveva lanciato l’idea dalle pagine dell’Ordine, inserto culturale del quotidiano La Provincia. Casati peraltro è membro del Comitato Nazionale per la celebrazione de bicentenario della morte di Alessandro Volta che sta lavorando in vista del 2027
Dopo Casati l’idea aveva preso una forma istituzionale nel marzo del 2024 con la consigliera della lista Rapinese, Patrizia Tagliabue: “Non più Volt ma Volta”, la battaglia della consigliera Tagliabue per l’unità di misura internazionale (il documento era poi balzato alle cronache per una serie di errori piuttosto clamorosi).
Ebbene, oggi un concreto passo avanti sempre sul fronte istituzionale con il sottosegretario alla presidenza del consiglio, il comasco Alessio Butti che ha presentato la proposta all’unico organismo che può realmente decidere. Ecco quanto ha fatto sapere in queste ore:
Da “volt” a “volta”: una proposta italiana per rendere pieno omaggio ad Alessandro Volta.
Ieri, a Parigi, in occasione del G7, ho incontrato la Direttrice Generale del Bureau International des Poids et Mesures, Dr.ssa Annette Koo, per presentare la proposta italiana di rinominare l’unità di misura SI (Sistema Internazionale, Ndr) del potenziale elettrico da “volt” a “volta”. Non è una semplice questione linguistica.

È un riconoscimento storico, scientifico e culturale a uno dei padri della scienza moderna: Alessandro Volta, lo scienziato italiano che ha cambiato per sempre il rapporto dell’umanità con l’elettricità, aprendo la strada a una parte decisiva del progresso tecnologico contemporaneo.
Nel sistema internazionale delle unità di misura commemorative, i nomi conservano generalmente il cognome dello scienziato a cui sono dedicati. Il caso del “volt” rappresenta un’eccezione. Per questo l’Italia ritiene giusto avviare un percorso affinché il nome di Volta venga riconosciuto nella sua forma piena.
Questa iniziativa nasce dal lavoro avviato dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’opera scientifica di Volta in vista delle celebrazioni del 2027, anno dell’anniversario della sua morte.
Valorizzare Alessandro Volta significa ricordare che l’Italia non è solo erede di una grande tradizione scientifica. È un Paese che vuole continuare a contribuire, con autorevolezza, ai grandi processi di innovazione tecnologica internazionale.
Dalla pila elettrica alle moderne tecnologie digitali ed energetiche, il nome di Volta continua a parlare al futuro.
Ed è giusto che il mondo lo pronunci per intero.