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“E’ solo marzo, siamo già pieni di turisti. Vanno all’Orrido o a Bellagio, poi bus strapieni e restano a piedi”. La lettera da Nesso

Anche di recente, dopo le variegate esperienze e non certo positive dei mesi scorsi (qui il racconto da Blevio, per esempio), ci siamo occupati del trasporto pubblico sul lago. L’esplosione turistica sta rispondendo a quella che per anni è parsa solo una chimera e oggi è una quasi-realtà: la destagionalizzazione. In assoluto è una cosa ottima e oggettivamente, a parte la pausa di gennaio, è dal mese scorso che i turisti sono tornati a riaffacciarsi tra città e sponde. Quindi, sì, tra taxi, bus e navigazione si pone una questione seria relativa al rapporto domanda/offerta. Accade anche e soprattutto sulla sponda orientale, astro nascente del turismo.

In un lungo approfondimento con ComoZero il presidente degli albergatori comaschi (e vice in Lombardia), assessore al turismo del Comune di Bellagio e coordinatore del distretto turistico Centro Lario, Luca Leoni, intervistato dal nostro Thomas Usan, era stato chiarissimo: “Per quanto riguarda i bus, Asf parla di carenza di personale. L’ultimo pullman che d’estate parte da Bellagio è alle 22: è sempre pienissimo e molte persone non riescono a salire. Sarebbe necessario raddoppiare o averne uno più tardi. Ma non solo fino a settembre, anche durante il periodo scolastico. Per i battelli presumo il problema sia simile. La questione di base è quella di abbandonare questi orari che sono pseudo-scolastici. Bisogna trovare dei tempi che possano andare bene sia ai pendolari che ai turisti”. E ancora: “Sogno di avere sulle due sponde i pullman che rientrano a Como almeno fino alle 23. Sogno che la Navigazione abbia dei battelli serali. Sogno delle navette leggere che vadano su tutto il Lario, come una sorta di metropolitana su acqua e che mi permettano di andare a vedere il Museo della Barca Lariana a Pianello o il Museo della Resistenza a Dongo senza fretta”. (QUI L’APPROFONDIMENTO COMPLETO).

Premessa necessaria e doverosa per dare cornice e contesto alla mail inviata alla redazione (redazionecomozero@gmail.com) da Ettore Maria Peron, residente di Nesso, che con assoluta lucidità racconta e descrive quanto sta accadendo già in questo periodo (marzo, bassissima stagione) soprattutto durante i fine settimana, appunto sulla sponda orientale del Lago. Ecco la missiva

LINEA C30 COMO-BELLAGIO

Vi segnalo la situazione già incresciosa del servizio Asf per quanto riguarda la linea di cui all’oggetto. Siamo a marzo, la stagione è ancora bassissima, molti alberghi di Bellagio sono ancora chiusi eppure siamo già pieni di turisti. Questa sembrerebbe una notizia splendida (e lo è!) per tutti coloro (e sono moltissimi) che con il turismo guadagnano da vivere. Ma non lo è per i turisti stessi se per loro disgrazia hanno deciso di spostarsi con i mezzi pubblici e non lo è neanche per i residenti se fanno ma la stessa scelta ecologica: le corriere tra Como e Bellagio nel fine settimana sono già strapiene più o meno a tutte le ore del giorno. Ripeto: oggi è il solo 6 marzo. 

Asf dirà: certo, i battelli ancora non “esistono” (Navigazione laghi è ancora a riposo anche se domenica scorsa ho già visto lunghe code alla loro biglietteria) e quindi i turisti si devono riversare sulle corriere se vogliono andare a Bellagio, la perla del Lario che tutti vorrebbero vedere, ma anche se vogliono ammirare l’orrido di Nesso ormai celebre grazie al potere di Instagram e che si trova esattamente a metà strada. Così succede che chi per malaugurata scelta si fermi ad ammirare la profonda gola descritta da Leonardo nel 1493 non riesca più a ripartire da Nesso, a meno che, dopo 3 tentativi andati a vuoto come è successo sabato scorso, non trovi una persona gentile che, finito il lavoro, si presti a portarli a Como. Però le persone gentili non sono tantissime e comunque hanno piccole auto… quindi quanti ne potranno mai portare?  Si parla da mesi dell’aumento dei flussi turistici. ASF cosa prevede di fare? Temo la risposta.
Un caro saluto. 
Ettore Maria Peron…di Nesso! 

 

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