La fine dell’esperienza italiana del brand è strettamente legata alle sorti di Giochi Preziosi, la società che detiene i diritti in esclusiva per la gestione del marchio e degli store Hamleys sul territorio nazionale.
Secondo le denunce della sigla sindacale Usb, la comunicazione della chiusura sarebbe arrivata ai gestori tramite una videochiamata effettuata lo scorso weekend, lasciando margini di manovra minimi. Ad oggi, risultano già inattivi i seguenti flagship store:
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Milano: il punto vendita situato nel cuore della città;
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Roma: lo store all’interno della prestigiosa Galleria Sordi;
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Orio al Serio: il negozio situato nell’hub commerciale Oriocenter.
Resta ancora incerta, invece, la sorte del punto vendita più recente, quello inaugurato all’interno del Maximall Pompeii, la cui posizione rimane attualmente in bilico.
Composizione negoziata e gestione del debito
Le ragioni di questo smantellamento risiedono nella delicata situazione finanziaria di Giochi Preziosi (il patron Enrico o Preziosi fu presidente del Calcio Como in passato). Il gruppo è attualmente impegnato in un percorso di composizione negoziata della crisi, una procedura su cui si era già posto l’accento lo scorso novembre.
Per la risoluzione delle pendenze debitorie e il rilancio finanziario, si attende un intervento decisivo da parte di player specializzati come Europa Investimenti e DeA Capital. Questi soggetti dovrebbero assumere un ruolo di primo piano nella ristrutturazione del gruppo.
Valorizzazione degli asset immobiliari e advisor
Parallelamente alla crisi operativa, prosegue la strategia di gestione del patrimonio. Già lo scorso autunno, Giochi Preziosi aveva nominato Coldwell Banker Commercial Italy (CBC Italy) come advisor esclusivo per la valorizzazione dei propri asset immobiliari. Tale incarico riguarda la gestione e il posizionamento dei negozi in locazione situati in città e aree commerciali strategiche, proprio come quelle che ospitavano i punti vendita Hamleys.