Si apre una fase di profonda e preoccupante incertezza per i lavoratori della Stabilit Suisse SA di Stabio. L’azienda, situata in via Lische, ha ufficialmente notificato all’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro di Bellinzona l’avvio di una procedura di consultazione. Questo atto formale rappresenta il preludio alla concreta possibilità di un licenziamento collettivo all’interno dello stabilimento.
Tagli drastici: a rischio oltre il 40% dell’organico
Secondo le indiscrezioni raccolte dal Corriere del Ticino, l’impatto occupazionale della ristrutturazione appare pesantissimo: i tagli prospettati dalla direzione coinvolgerebbero fino a 35 collaboratori su un totale di 82. Se confermata, la misura porterebbe alla perdita del posto di lavoro per oltre il 40% dell’attuale organico.
La Stabilit Suisse è riconosciuta come la società leader sul territorio svizzero nella produzione di sistemi e lastre in policarbonato. La realtà ticinese è parte integrante di un colosso multinazionale specializzato nel settore dei materiali plastici per l’edilizia e comparti affini, e dal 2017 è passata sotto il controllo del gruppo messicano Verzatec.
Le cause della crisi: franco forte e margini in contrazione
La decisione, comunicata ufficialmente lo scorso 27 gennaio, affonda le radici in una serie di risultati economici giudicati insoddisfacenti nell’ultimo periodo. La direzione aziendale ha posto l’accento su diversi fattori critici che minacciano la sostenibilità nel medio-lungo termine:
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Erosione dei margini: una significativa contrazione della redditività industriale.
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Aumento dei costi: una crescita dei costi operativi divenuta difficilmente sostenibile.
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Fattori valutari: la forza del franco svizzero nei confronti dell’euro, che penalizza l’export.
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Concorrenza globale: la pressione di un mercato internazionale sempre più aggressivo e l’ingresso di nuovi competitor.
Negli ultimi mesi, la società aveva tentato di arginare la crisi attraverso misure correttive quali la razionalizzazione dei processi interni, investimenti mirati all’aumento della produttività e un rigido contenimento delle spese non essenziali. Tuttavia, tali sforzi non sono stati sufficienti a stabilizzare la struttura dei costi attuale.
Trattative sindacali e tempistiche: il ruolo dell’OCST
La procedura di consultazione vede il coinvolgimento diretto del sindacato OCST. Le trattative tra le parti sono attualmente in corso e si pongono due obiettivi prioritari: la riduzione del numero totale degli esuberi e la definizione di un piano sociale robusto, con un focus particolare sul ricollocamento professionale del personale colpito.
In merito alle tempistiche, l’attuale cronoprogramma ipotizza che le notifiche di licenziamento possano essere distribuite in due fasi distinte durante il 2026:
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Primavera 2026: una prima tranche che dovrebbe coinvolgere circa 15 persone.
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Fase successiva: completamento del piano di esuberi entro l’anno.
Il confronto tra la direzione di Stabilit e i rappresentanti dei lavoratori proseguirà senza sosta, con nuovi incontri già calendarizzati per i prossimi giorni al fine di trovare una soluzione che mitighi l’impatto sociale della crisi.