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Attualità

Edoardo, Pino e Tiziano: i “tre tenori” di Albate e il pagellone alla Como vicina ma sempre (un po’ troppo) lontana

Quartiere di Como sulla carta ma anima da principato autonomo, questo è Albate che, per estensione, abbiamo unito ai vicini quartieri di Muggiò e Trecallo facendo stilare da tre voci “forti” di questa zona della città l’immaginaria pagella di quasi-fine mandato della giunta guidata dal sindaco di Como Mario Landriscina.

“Albate è un paese, non un quartiere dormitorio, qui ci conosciamo tutti e ci sono tante associazioni e persone attive – spiega Edoardo Riva, presidente dell’Unione Circoli Cooperativi di Albate, fresca fresca di festeggiamenti per i 120 anni dalla fondazione – subito dopo la nomina il sindaco è venuto a parlare con il quartiere nel corso di una riunione molto partecipata, ha fatto promesse, ma non si può dire che abbia fatto molto a cominciare dal traffico che assedia questi quartieri e che potrebbe essere risolto con la tangenzialina di cui si parla da più di 10 anni”.

“E poi c’è la questione della gestione carente del patrimonio pubblico come dimostrano le case popolari fatiscenti o l’affitto insostenibile chiesto alle associazioni per l’utilizzo degli spazi del centro civico, la Cascina Massée, stanno scappando altrove ed è un peccato per un luogo che dovrebbe essere preposto a ospitarle”.

“Strade e marciapiedi sono un disastro, è sotto gli occhi di tutti, si salva solo la nuova piazza Tricolore dove sono state posizionate le panchine ed è stata istituita la sosta con disco orario come avevamo suggerito noi residenti – è il commento di Pino Maisto, presidente dell’Albatese Calcio e titolare del frequentatissimo bar Frey – per il resto è tutto più o meno fermo a partire dal campo Gigi Meroni per il quale ci sono da tempo i fondi regionali, c’è l’ok del Comune ma i lavori di sistemazione inspiegabilmente non sono ancora partiti. È scoraggiante”.

 

E a consolarlo non basta neppure la concessione dello spazio aggiuntivo per i tavolini nella piazza su cui si affaccia il suo locale: “Sì, in questo momento abbiamo ottenuto anche noi la possibilità di aggiungere tavolini ma non è questo ciò che serve ad Albate – spiega – piazza Tricolore è una delle più grandi della città ma siamo un quartiere dimenticato dagli eventi, tutto quello che è stato organizzato in passato è stato grazie alle iniziative dei privati ed è un peccato che qui ci sia così poca attenzione all’aspetto legato alla socialità”.

Ad alzare la media ci pensa invece Tiziano Beretta, capogruppo degli attivissimi Alpini di Albate, cuore e braccia instancabili del percorso vita della Valbasca: “Abbiamo realizzato questo percorso nel 2007 ma poi, per ragioni legate a questioni assicurative, qualche tempo fa siamo stati costretti a togliere le attrezzature ginniche”, racconta.

“Allora ci siamo rivolti al Comune che ha accolto rapidamente le nostre richieste e si è fatto carico del problema permettendoci di collocarle nuovamente lungo il sentiero – aggiunge Beretta – Alla luce di questa sensibilità, anche se ci sono altri ambiti in cui sarebbe necessario intervenire come il recupero dei lavatoi, il mio giudizio non può che essere positivo”.

L’ARTICOLO CHE HAI APPENA LETTO E’ USCITO SU COMOZERO SETTIMANALE: ECCO DOVE PUOI TROVARLO

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Un commento

  1. Se per qualcuno i problemi di Albate son stati risolti rimettendo “le attrezzature ginniche in Valbasca” ………
    Che larghezza di vedute !

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