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Elezioni 2027, Avs: “Una città più verde e sociale e un sindaco proveniente dal mondo ambientalista”

Alleanza Verdi e Sinistra è impegnata in un percorso politico per costruire una coalizione capace di governare Como a partire dalle elezioni comunali del 2027. Un lavoro che nasce dalla convinzione che la “città abbia bisogno di una proposta alternativa, credibile e concreta, capace di rimettere al centro la qualità della vita delle persone, la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente: tutte urgenze improrogabili alla luce delle crisi che toccano anche il nostro territorio”, scrivono.

Ecco le linee guida:

Per AVS, la priorità in questa fase è continuare a costruire un progetto condiviso, che sappia coinvolgere le forze politiche progressiste, le realtà civiche e le energie della società civile comasca. Non una semplice somma di sigle, ma una coalizione unita da una visione comune e dalla volontà di assumersi la responsabilità di amministrare la città.

Il percorso di costruzione della coalizione deve tenere conto anche del consenso espresso dalle elettrici e dagli elettori comaschi. Alle elezioni europee del 2024, Alleanza Verdi e Sinistra ha ottenuto in città l’8,4% dei voti, mentre il sondaggio realizzato da Piepoli per Etv attribuisce alla formazione una percentuale dell’8,5%. Numeri che confermano il ruolo di AVS come seconda forza politica della coalizione per peso elettorale in città e che rappresentano una responsabilità precisa: contribuire con serietà, idee e proposte alla costruzione di un’alternativa credibile per Como.

Il programma dovrà partire da una visione chiara: Como deve diventare una città più verde, più sociale e soprattutto una città che torni a mettere i propri cittadini al centro delle scelte amministrative. Chi vive, lavora, studia e costruisce quotidianamente la vita della città deve tornare a essere il primo destinatario delle politiche pubbliche. L’amministrazione comunale deve avere come obiettivo prioritario la tutela dei diritti, la risposta ai bisogni e il miglioramento concreto della qualità della vita dei residenti.

Questo significa affrontare con decisione l’emergenza abitativa, lavorando per rendere la casa un diritto accessibile e non un privilegio, governare il turismo affinché rappresenti una risorsa per la comunità e non un fattore di espulsione dei residenti, rafforzare i servizi alla persona e garantire attenzione alle famiglie, alle persone anziane, ai giovani e a chi vive situazioni di fragilità.

Como deve inoltre recuperare la capacità di governare il proprio futuro, senza subirlo. La crescente attrattività internazionale della città porta opportunità, ma anche fortissime pressioni immobiliari e speculative, spesso alimentate da interessi economici esterni che non coincidono con quelli della comunità locale. Il territorio non può essere considerato una semplice occasione di investimento e di rendita. Occorre un’amministrazione capace di esercitare un presidio pubblico forte sulle trasformazioni urbanistiche ed economiche, difendendo il patrimonio territoriale, l’accessibilità alla casa, le attività di prossimità e la funzione sociale della città. Lo sviluppo deve produrre benefici per chi vive a Como, non trasformarla progressivamente in un luogo sempre più esclusivo e inaccessibile ai suoi stessi abitanti.

Un cambiamento altrettanto profondo deve riguardare l’intero sistema della mobilità e della sosta. È necessario ripensarne complessivamente l’organizzazione, superando una gestione frammentaria degli interventi e costruendo una strategia capace di decongestionare la città, ridurre il traffico automobilistico e restituire spazio pubblico alle persone. Occorre potenziare il trasporto pubblico, riorganizzare la sosta in funzione delle esigenze dei residenti e dell’accessibilità ai servizi, realizzare percorsi pedonali sicuri e continui e sviluppare una rete efficace per la mobilità ciclabile e dolce. La mobilità non può essere affrontata soltanto come un problema di circolazione e parcheggi, ma come una componente essenziale della qualità urbana, della salute e della vivibilità dei quartieri.

In questa prospettiva, il verde urbano non è un elemento decorativo, ma una vera infrastruttura strategica, ambientale e sociale, essenziale per la salute pubblica, il benessere collettivo, l’adattamento climatico e la qualità degli spazi di vita. Alberature, parchi, corridoi ecologici, aree permeabili e sistemi naturali devono essere considerati parte integrante delle infrastrutture della città, al pari della mobilità e dei servizi pubblici.

La tutela del patrimonio arboreo esistente, la creazione di nuove aree verdi pubbliche e una strategia diffusa di depavimentazione e rinaturalizzazione devono diventare priorità amministrative. Non basta limitare il consumo di suolo: occorre invertire la tendenza, restituendo spazio alla natura, riducendo le isole di calore, migliorando la capacità del terreno di assorbire le precipitazioni e rendendo i quartieri più sani, accessibili e vivibili. Il verde è anche uno strumento di equità sociale, perché il diritto a vivere in un ambiente sano e di qualità deve essere garantito a tutti, indipendentemente dal quartiere in cui si abita o dalle proprie condizioni economiche.

Ma la crisi climatica non si manifesta soltanto attraverso l’aumento delle temperature e le ondate di calore. L’altra faccia del riscaldamento globale è la crescente vulnerabilità del territorio, esposto a fenomeni estremi che possono aggravare condizioni di fragilità già esistenti: incendi boschivi, piogge intense, frane, dissesti idrogeologici, erosione e instabilità dei versanti.

Quanto accaduto sul Monte Goi deve rappresentare un campanello d’allarme. Como è una città strettamente connessa al proprio sistema collinare, boschivo e lacustre, un patrimonio ambientale straordinario ma anche delicato, che richiede cura, manutenzione e prevenzione costanti. Anche gli episodi franosi che hanno interessato il nostro territorio dimostrano quanto sia urgente rafforzare la tutela dei versanti e la sicurezza delle aree abitate e delle infrastrutture esposte al rischio. Non possiamo limitarci a intervenire dopo le emergenze: è necessario costruire una politica strutturale di presidio del territorio, manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua, gestione del patrimonio boschivo, prevenzione degli incendi, monitoraggio delle situazioni di instabilità e riduzione del rischio idrogeologico.

La sicurezza dei cittadini passa anche da qui: dalla capacità dell’amministrazione di conoscere le fragilità del proprio territorio, anticipare i rischi e investire nella prevenzione anziché affidarsi esclusivamente agli interventi emergenziali. Difendere l’ambiente significa difendere le persone, le loro case, la loro salute e la sicurezza delle comunità.

Investire sul futuro significa, prima di tutto, investire sulle nuove generazioni, sulla scuola e sulla formazione. AVS respinge una concezione della razionalizzazione del sistema scolastico intesa prevalentemente come riduzione dei costi e dei servizi. La scuola non può essere considerata una voce di bilancio sulla quale realizzare economie, ma un’infrastruttura sociale fondamentale, un presidio educativo e un investimento strategico per il futuro della città. La qualità degli spazi scolastici, l’accessibilità dei servizi, la presenza delle scuole nei quartieri e le opportunità educative devono essere rafforzate, non sacrificate a logiche puramente contabili. Sull’istruzione e sulla formazione non si risparmia: si investe. Perché è attraverso la scuola che si costruiscono uguaglianza delle opportunità, coesione sociale e prospettive di futuro per i giovani.

Su queste basi sta prendendo forma l’ossatura di un programma ambizioso, fondato su obiettivi misurabili, proposte realizzabili e una chiara capacità di tradursi in scelte amministrative. Un lavoro che AVS considera essenziale per dare solidità e credibilità al progetto di governo della città e che costituisce la base su cui costruire il confronto con le altre forze della coalizione, anche in vista delle scelte sulle candidature.

Con il lavoro sul programma che sta progressivamente delineando le priorità e l’orizzonte del progetto di governo, è arrivato il momento di avviare anche una riflessione sulle candidature alla guida della città. AVS ha già individuato alcune figure che è pronta a mettere a disposizione della coalizione, nella convinzione che la scelta del candidato o della candidata sindaco debba essere coerente con la visione politica e amministrativa che si intende proporre a Como.

La figura ideale per AVS è una persona con solide capacità politiche, in grado di tenere insieme sensibilità differenti, costruire sintesi tra le forze della coalizione e dialogare efficacemente con gli organi amministrativi e istituzionali. Sarebbe particolarmente significativa una figura proveniente dal mondo ambientalista, capace di coniugare una visione innovativa con il pragmatismo e l’esperienza necessari a realizzare gli impegni presi con la cittadinanza.

E se fosse una donna, sarebbe un valore aggiunto: non per una questione puramente simbolica, ma perché crediamo che Como possa beneficiare di una leadership capace di rappresentare nuove energie, competenze e prospettive.

Programma e candidature devono procedere in modo coerente e complementare: il primo deve indicare la direzione da intraprendere, le seconde individuare le persone più adatte a renderla concreta. È su questa base che vogliamo costruire un confronto serio e condiviso all’interno della coalizione.

Vogliamo una città che non subisca le trasformazioni imposte dagli interessi più forti, ma sappia governarle nell’interesse collettivo. Una città che protegga il proprio territorio, riconosca nel verde un’infrastruttura essenziale, investa sulle nuove generazioni e consideri il benessere dei cittadini la misura autentica della qualità dell’amministrazione.

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