Si chiude dopo quindici anni la parabola industriale di Directa Plus, la società tecnologica nata nel 2011 e diventata uno dei simboli dell’innovazione comasca all’interno dell’incubatore ComoNExT di Lomazzo. L’azienda, specializzata nella produzione e nell’applicazione del grafene, è stata ufficialmente sciolta e messa in liquidazione volontaria. L’epilogo arriva al termine di una crisi finanziaria precipitata nella primavera del 2026: dopo la sospensione delle contrattazioni avvenuta ad aprile, a fine maggio è stato formalizzato il delisting definitivo dall’Aim di Londra, il mercato azionario delle piccole e medie imprese su cui la società era quotata dal 2016.
I motivi del collasso: la crisi di liquidità
A determinare il blocco delle attività è stata una forte incertezza sui flussi di cassa per i successivi dodici mesi. Le difficoltà finanziarie sono emerse lo scorso marzo, quando il principale azionista, Nant Capital Llc, ha sollevato forti dubbi sul mantenimento di una linea di credito vitale da 2,5 milioni di sterline.
Senza garanzie di cassa, l’assetto societario è diviso in due canali: la casa madre britannica (Directa Plus plc) è stata affidata ai co-amministratori di Interpath Ltd per tutelare i creditori, mentre in Italia è stata aperta la procedura di liquidazione per la controllata operativa Directa Spa. Il ruolo di liquidatore è stato affidato all’ex presidente Giulio Cesareo, con l’obiettivo di chiudere la procedura in bonis salvaguardando i circa quindici dipendenti e i creditori, grazie a un capitale netto che resta positivo e a un livello di indebitamento contenuto.
Il patrimonio dei brevetti e le applicazioni di mercato
Nonostante il fallimento finanziario, legato principalmente alla gestione dei volumi produttivi e alle difficoltà di commercializzazione su larga scala, il valore scientifico sviluppato nel polo di Lomazzo resta elevatissimo. Directa Plus ha operato come realtà d’avanguardia nello sviluppo del grafene, brevettando processi innovativi applicati a diversi settori merceologici:
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Ambiente: Sistemi avanzati per la depurazione delle acque inquinate da idrocarburi.
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Tessile: Trattamenti e fissaggi intelligenti per i tessuti.
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Automotive e sport: Mescole di ultima generazione per gli pneumatici da bicicletta.
Caccia a un acquirente per gli impianti di Lomazzo
Il futuro della tecnologia comasca dipende ora dalla ricerca di un partner industriale. Il progetto aveva beneficiato inizialmente sia di fondi europei sia del supporto di Como Venture, la società di venture capital di ComoNExT che unisce venticinque importanti imprenditori del territorio.
I vertici del parco scientifico e il liquidatore auspicano l’ingresso ravvisato di un nuovo investitore focalizzato sulla proprietà intellettuale. La presenza a Lomazzo di un intero reparto produttivo oltre agli uffici rende gli impianti pronti per una potenziale ripartenza, che consentirebbe di non disperdere il patrimonio di ricerca e i brevetti custoditi fino a oggi.